Autore: Maria Pia

Persiane

Avevano forza, e fragilità,
quando liberavano i loro legni
al di là dei corpi

trapuntando sogni in oceani di stelle
sospiri allevati a speranze

Sapevi che il mattino sarebbe tornato
coi suoi giochi di terra e mare,
tra vicoli d’ambra scarlatta e le macerie
sulle tue vene azzurre e diafane
vive di risa argentine:

a volte era jungla indiana a saltare corde marinare
a volte un castello con cavalieri e dame in crinoline

/ lo sapevi e basta /

© ore 7,29

Rimpianti

I rimpianti non sono che cani tenuti al guinzaglio

che pure se li lasci andare tornano al loro padrone.

Summer Rap

Afa
anossia a nove teste
dove hai messo le mie ali …

… voglio una caverna, e Giasone
Alfa
urge qui con me

Oltre
sacrilega catarsi
stato mefistofelico
sotto un sole barbaro
appeso
lampadario sulle nostre
formicolanti teste
in piena tempesta
rovente

C’è rossa ceralacca a preparare
lettere,
sangue e martoriate scodelle,
assenzio e marijuana
quali placebo nullafacente

<io>

sfuggita come sono in area di riserva
mentre fugge la serpe nella scricchiolante
siepe
e fonte scava melodia dalle pietre _

confuso pensiero ricarica
requie
assorbendo da Noce atavico
silente fragore di cicale

eppure vedo chiaro
e in punta d’ombra succhio
miele distratto

a Me
sottomessa

trasparenza nell’istante

tuo malgrado _ eterna_

© ore 8,59

Poi

Se mai tu sapessi
ciò che la voce non può _

ma che intuire potresti e immaginare
appaiando strane convergenze,
teorici Quanti intrisi della Nostra Anima …

credo non ti stupiresti, e anzi ne avresti
conferma

Come adesso che viaggio le mie chiavi
dando aria e ordine alla madia
per serbare impasti d’innocui sentieri
e dire addio a quelli profanabili

Poi mi affaccio alla finestra

… e Tu …

negli stessi istanti sei venuto a trovarmi

© ore 8,11

Io, non classica°

Voglio viaggiarmi ancora
in quei miei momenti

… ognuno legato ad altri…

a sguazzo
pennellando
nei ricordi ricordati
eliche d’istanti

Voglio viaggiare
un saluto rinnovato,
la trasparenza
che mi ha abitata e m’abita

… prima di lasciarmi lasciare …

questo cammino che cambia con l’acqua piovana

°
Come da “FILMATO” accluso nella Sezione BIOGRAFIA

Il melo

Donami una spalla di vento
su cui poggiare
candelabri di glicini che sappiano
di rugiada
anzitempo

e lascerò quel sale emigrare
come mai stato
pur se nei ricordi
mi è vitale
dare un senso
ad ogni afflato
che fu gradino rampicante
tra rovi e muraglie

ora che l’estate è tornata
sul viso di una mora senza spine

lì dove il melo fiorisce echi di paesi
sospesi sulla valle

e la sua voce non smette d’aspettarmi.

© ore 9,14

Alba stordita

E fare spazio fra le aiuole emerse …
rare, disturbate_

munita di violette spensierate, dando
ai ciclamini facoltà di sbocciare al freddo,
ai cedri l’ameno oriente emulato

Speravo che il canto dell’allodola
fosse acufene immaginato,
che l’adombrato distacco segnasse
inverno raro da accadere e incendiare
nei boschi delle Sicilie andate

Così miravo l’incedere aggraziato dei cigni
quali felini piumati
appena l’Eterno nel ventre mi sveniva
mancandoti

e la forza di crederti quale esistito
non si mischiava con la secca carne rivelata …

… affinché il tuo respiro ammarasse nell’alba stordita

a p p a g a n d o m i

© ore 7,54

+ – x :

Io ti odio >


Oggi + di ieri – di domani X come consumi lingua/orecchie/mani : il piede in 2 sporche scarpe.

L’Albero°

Quanti pensieri
deve contenere un Albero
per scrivere lettere d’amore?

Sanno

le foglie degli antichi borghi
quelle che cadono e tornano
risorte per morire ancora
coi segreti della linfa scorsa
l’eterno ritorno che non ricorda

Senza sapere sanno

mai profferendo gorgoglii

ciò che non so io

°
Vedere Sezione FOTO DUE “L’Albero”

© ore 7,53

Lontani lontano

A n d a r e

lontani lontano
con la parola al guinzaglio

È un tutto dire solo pensato
non potendo fare …


… nemmeno quando potevamo

È l’inutile scrivere poesie d’amore
ai lobi del tuo fiato fantasma,

vivere a caso
appropriati di Noi

© ore 8,58

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