10 settembre ore 6,36
Una campana suona
lenta discreta autentica
ed ora
in sonnolento silenzio
io qui a parlarti
con le mie dita
Sono anni che il saluto
si rinnova
scavato stralciato
dal mio sempre transeunte,
anni che passo e qui da te
torno
per andarmene ancora
Un dì qualcuno mi disse:
Perché non cambi, e guardi ad altri volti?
Ma come poteva capire
l’Orma
che si posa su quelle dei padri …
un tagliacarte che uccide pagine
e s’incastra su un’anima sbronza?
Anche se il passo va e torna finché muove l’ombra
e l’ovunque spoglia oltre ogni caduco autunno
senza alcuna colpa