Categoria: poesia

La settima nota

Forse ti sposerò domani
e sono io – Donna – a dirlo
l’incerto che scrivo fra peripezie
cercando la mia melodia

Salvami

a sprazzi ti sento
mentre corro e m’inciampo
fra ammarate foreste
col cuore che esce dal petto
nell’intrico di mani
che vogliono prendermi
sotto una luna cieca

sbandando autostrade
luci violente
carri armati
campi
genti
ombre
a un soffio dai reni –
lamine
spinate siepi
corro
mi corrono
senza dar tocco all’attimo
stremato

Dove se ne sta andando tutto il fiato in tasca rimasto?

Nascono gallerie
una dentro l’altra
luci malate piuttosto d’una nuova vita
ma sempre continuo a cercarti
mia melodia

tu che su queste palpebre
ora luccichi e biancheggi
sempre più rara

minuscola

a n t i c a

© ore 8,14

Y

L’amavo

sul mio corpo ignudo
nell’immaginarla mentre la guardavi
e un giro di lingua ti facevi sulle labbra
sfilando la vernice dai miei colli alti –
felici di cadere senza d’abbandono piangere
i loro tacchi

Anche io l’avevo magica!

E non mi stupivo
di quanto belli fossero i fianchi
da nord a sud della mia spiaggia –
Tu di voglia ribollivi
e sgorgava l’estuario

Bisogno non sentivo di nastrini vellutati
né di balconi per affacciare seni candidi

a pelle vera che di giovinezza si rosava
quando mi percorrevi con membra e anima

e i nostri petali in unico fiore morivano per sbocciare

e risbocciare …

© ore 8,42

A Grifo e Croce …

… figurine svolazzavano
farfallando speranze –
calzoncini corti e gonne a pieghe
sbucciavano ginocchi d’autore
e su piccoli piedi inconsapevoli
bronzea sgorgava la fontana:
scioglieva e sciacquava
l’innocuo sangue dai vetri –
fresca eternamente giovane

Erano risa e giochi in cinemascope
nel culto di foreste misteriose
immensi gli allori e i fichi succosi –
e quanto buono l’odore della terra
del selciato nuovo tra le macerie
così vicino al naso e al sole

turchesi le mie ballerine

nel contesto dei respiri buoni
saltellavano e correvano
poi si riposavano sulla cintola della chiesa
in fronte al porto e alle sue gru accese

finché mamma non le chiamava

intonando alla marina cristallina voce
e d’eco in eco aperte mi accoglievano …

braccia le sue persiane

© ore 6,59

Falesie

Lì al belvedere
la luna
ha le sue falesie
quando ci attraversiamo assieme
dal poggio dei desideri
e di rimpianti filiamo l’etere
chilometrando Ere

fra colonne d’Ercole presi nell’ora parca
dopo il bacio dell’alba
a celebrare archi d’abbracci
elettrici tracciati amaranto
struggente tramonto d’arancio
precluso al domani nell’oggi ostinato

ed essere così come ancora siamo

da cose dividendo il caso
la luce dalle tenebre

© ore 7,43

Febbraio

E oggi mi lasci

Tu uno dei dodici – Apostoli
diverso nell’anno,
in un giorno d’Amore sciogliesti il mio fiato
cullandolo

Era tempo di neve – tanta
dalle mie parti

Ricordo la piazza, il cavallo di marmo, Bisagno,
quel bianco
che con mani piccine volevo toccare

Di te – mia dose portante
non posso scordarmi,
sempre riposta nell’antro
che consacra gli Amanti …

… ormai domandandomi:


Per quanto potrò ritrovarti?

© ore 8,12

Alcova

Fumava


l’anima tabacco
lasciando qualcosa di giallo
su baffi moschettieri

antichi duelli
chiedevano campo
e tanto raccontavano
con lontano sguardo
al vuoto lì nel caso
le vie di riso e pianto
incise sul tuo volto
vecchio e ancor bambino

Sei fra gli ultimi esemplari
nel museo dell’aria nuova

che usava giusta chiave per entrare
dentro la sua donna

femmina e del suo maschio alcova

© ore 8,32

Run

Corrono
b i a n c h e
n u v o l e
su bianca sabbia

e l’acqua …
l’acqua
i loro zoccoli zampilla
bacia

e l’aria …
l’aria chiome sfarfalla
spettina
sguinzaglia

Dove se ne corrono
dove se ne vanno
se hanno un dove in groppa
che galoppa
sospeso sopra il suolo
e son tutt’uno al cielo
con quelle note in volo

rosei
due aironi affiancati al cuore
venuti dopo

Tu che sempre ti ricordi
e d’immenso illumini questo mio giorno

© ore 9,59

Il sogno della cenere

Piccoli passi piangono, piccoli passi ridono

in dissolvenza nel silenzio più silente
timpani scattano improvvisi
sanguigni tanghi, rose e tacchi –
non facile capire balere fuggitive
selve di cotone con sorsi ammuffiti

Mansueto cresce senza pietose mani
vellutato sudario


Accanto alla polvere – su canterano poggiato –

il sogno della cenere

© ore 9,00

Rimembranze

S’irradiava
da picco a picco
rimbalzava
solare

intorno
dorati getti
spargeva
sfumando muschiate criniere
e i profumi crescevano
su prati in fiore
sguainanti spighe splendide
nevischi di spore

tutto un gioco
acchiappare e prendere il nascosto
nelle diurne ore
scintillando il pelo

la notte
in specchio al cielo

© ore 11,11

Fra neve e fuoco

Si passeggiò a quell’Ora
quale non importa

La gente in embrione –
Noi affollati nel cuore
fra neve e fuoco
tramonto e aurora –
in bilico ai giorni
alle strategie degli ordini

Ci voleva
il corpo
con Bacio profondo …

… bypassando
convenzioni e mondo

non indugiammo oltre

© ore 9,36

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