Categoria: poesia

A ventosa

Non so
se rigirando la mia giostra
Ti incontrerei ancora
lì al nottale Poggio

Ma datemi del gesso
per riscrivere quelle quattro ore
dalle mani a ventosa
e anni d’astratti volti
quando già si intravedevano
i lumi del tramonto …

… e nuova alba sorgeva sul mio corpo

Noi


scelti per misterioso sublime dono
con il respiro palpitante licei a ritroso

tra terra stretta e templi gladiatori
a passeggiare l’ultima Svolta
a sprecare parole


e per questo e altro oltre …

… duri sono i semi restati al suolo da quei germogli

contrappasso dell’eterno ritorno
nocche erose che rimpianti raccolgono
offuscando primitivi moli

e più nitidi rendono i Nostri ricordi

© ore 13,59

Tedio

Altro giorno va senza ch’io parli,
lo fanno i pensieri un tanto a fiato

Intorno all’isolato ticchetta minutaggio,
stesso orologio e stessa barba salata

Una noia macabra si prende l’occhio pigro,
quello che comanda me lo metto in tasca,
buono per un nuovo giro di giornata
che vegli il sogno d’emigrare

/ se ci sarà e verrà a trovarmi /

Intanto do un calcio ad una pietra annoiata,
non porto sandali e posso farlo,
scuoterla dovevo prima dell’ora tarda

So
che il tedio non dà scampo
ma al tramonto rincaso soddisfatta

Sai
che curiosare ti lascio alle mie spalle

In fondo mi piace vivere annoiata
stare assieme al niente
per come questa vita l’ha creato

E così si resta …

stesso passo su strada piatta
che ogni tanto fila e ci ricama

quale tombolo su carta bianca.

© ore 7,41

Su bianco sangue

Ti apparirò piano, blanda
diluita _

in modo che il saccheggio
sia più identificabile
punibile
di mira in mira

°

Su bianco sangue
quasi in sillabe scandita

affinché tra noi resti almeno un filo
poggiato sulla schiena delle antiche dita

°

In questa terra
della mia terra

senza smettere mai di scrivere

© ore 8,41

10 settembre ore 6,36

Una campana suona
lenta discreta autentica
ed ora
in sonnolento silenzio
io qui a parlarti
con le mie dita

Sono anni che il saluto
si rinnova
scavato stralciato
dal mio sempre transeunte,
anni che passo e qui da te
torno
per andarmene ancora

Un dì qualcuno mi disse:
Perché non cambi, e guardi ad altri volti?

Ma come poteva capire
l’Orma
che si posa su quelle dei padri …
un tagliacarte che uccide pagine
e s’incastra su un’anima sbronza?

Anche se il passo va e torna finché muove l’ombra
e l’ovunque spoglia oltre ogni caduco autunno

senza alcuna colpa

Un Minimo Grande

DeclAmava
per la valle dei Templi
liriche strane


Quanti anni sono passati da ieri?

Che ti pareva il sole
in ritardo
smanioso di tramontarti …

… tutto ormai fuori tempo massimo
nell’ancora di un minimo grande

Guizzava invece il nostro quadro
staccandosi dalla parete,


e si animava
infuocando di neve le mani:

calde d’inverno, fresche d’estate

© ore 8,56

Persiane

Avevano forza, e fragilità,
quando liberavano i loro legni
al di là dei corpi

trapuntando sogni in oceani di stelle
sospiri allevati a speranze

Sapevi che il mattino sarebbe tornato
coi suoi giochi di terra e mare,
tra vicoli d’ambra scarlatta e le macerie
sulle tue vene azzurre e diafane
vive di risa argentine:

a volte era jungla indiana a saltare corde marinare
a volte un castello con cavalieri e dame in crinoline

/ lo sapevi e basta /

© ore 7,29

Summer Rap

Afa
anossia a nove teste
dove hai messo le mie ali …

… voglio una caverna, e Giasone
Alfa
urge qui con me

Oltre
sacrilega catarsi
stato mefistofelico
sotto un sole barbaro
appeso
lampadario sulle nostre
formicolanti teste
in piena tempesta
rovente

C’è rossa ceralacca a preparare
lettere,
sangue e martoriate scodelle,
assenzio e marijuana
quali placebo nullafacente

<io>

sfuggita come sono in area di riserva
mentre fugge la serpe nella scricchiolante
siepe
e fonte scava melodia dalle pietre _

confuso pensiero ricarica
requie
assorbendo da Noce atavico
silente fragore di cicale

eppure vedo chiaro
e in punta d’ombra succhio
miele distratto

a Me
sottomessa

trasparenza nell’istante

tuo malgrado _ eterna_

© ore 8,59

Poi

Se mai tu sapessi
ciò che la voce non può _

ma che intuire potresti e immaginare
appaiando strane convergenze,
teorici Quanti intrisi della Nostra Anima …

credo non ti stupiresti, e anzi ne avresti
conferma

Come adesso che viaggio le mie chiavi
dando aria e ordine alla madia
per serbare impasti d’innocui sentieri
e dire addio a quelli profanabili

Poi mi affaccio alla finestra

… e Tu …

negli stessi istanti sei venuto a trovarmi

© ore 8,11

Io, non classica°

Voglio viaggiarmi ancora
in quei miei momenti

… ognuno legato ad altri…

a sguazzo
pennellando
nei ricordi ricordati
eliche d’istanti

Voglio viaggiare
un saluto rinnovato,
la trasparenza
che mi ha abitata e m’abita

… prima di lasciarmi lasciare …

questo cammino che cambia con l’acqua piovana

°
Come da “FILMATO” accluso nella Sezione BIOGRAFIA

Il melo

Donami una spalla di vento
su cui poggiare
candelabri di glicini che sappiano
di rugiada
anzitempo

e lascerò quel sale emigrare
come mai stato
pur se nei ricordi
mi è vitale
dare un senso
ad ogni afflato
che fu gradino rampicante
tra rovi e muraglie

ora che l’estate è tornata
sul viso di una mora senza spine

lì dove il melo fiorisce echi di paesi
sospesi sulla valle

e la sua voce non smette d’aspettarmi.

© ore 9,14

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