Categoria: poesia

L’Aratro

Tra indaco e magenta
l’incedere _

non noto gravità
non la sento

Vagano più che andare
docili inermi braccia pendule,
abbandonata ramaglia
a quell’aria tenue indecisa
se respiro o brezza

i n t o r n o

va l’inerte, e il niente
lavorato all’uncinetto
s’aggiunge e si trasforma
a mano a mano
colto dal primo azzardo
del piede

a l l o r a

s’accatastano traveggole
nel fienile delle idee

e indomiti desideri
scesi su questa terra

amano ancora l’Aratro

© ore 7,28

Interludio

Nella nebbia di primo mattino
luce sonnolenta in coltri s’insinua _

indugia, scosta la fretta
le tende

Silenzio non profana
mi sceglie e profuma

Pacato Interludio
narra oltre mille parole
senza scalfire confini;
accumula plurali diafano Tesoro
istanti d’acini d’uva

Accogliente penombra
è il suo Respiro nel mio,
accordo frequenziale
che spegne e accende le ciglia
fra anfratti senza patemi

io e lui _ lui ed io


sentirci l’ascolto, essere, esistere

E quel Momento

… che m’avviene e m’avvera …

per sempre m’appartiene fuggitivo

© ore 6,19

Fino all’ultima goccia di domani e di ieri

Sono echi scolpiti nella roccia
sabbie che l’aria lievita e distribuisce
agli occhi della vita

È l’alito della madre terra
dondolante al sole delle nevi
d’una selva profetica

Racconta


l’onde tramandate
i mari e i cieli e l’esistenza antica

la Voce


che non fiata eppure senti

fino all’ultima goccia

di domani e di ieri … oramai svanita.

© ore 7,26

Corde

Sfocato maniero
quasi una stella di natale_


nelle tasche
non può mettere le mani

è lì

pare da sempre

con addobbi e ragnatele
al ludibrio dell’aria e dei quark.

Secondino lampione del mio andare
custodisce e accompagna
vocalizzi di scale

/ corde con lo spacco eclatante /

© ore 8,14

Mamma

Avrei voluto oggi una cuccia di sole

tra salite di marmo lì alla cava splenderti

Il rito del nostro sempre

divenire pensiero tangibile, carezza

palpitante, immaginifica

E a ritroso riprendere da quel sorriso:

dall’ultima rosa che visse … viva nelle tue mani.

Aurea

Non chiede parola, né suono _

ma solo silenzio

l’Ombra d’un pensiero
senza orme.

© ore 9,19
Foto Due

Ieri era oggi e non sarà domani

Alpina Tundra di boscose valli

ferma ti dipani

forse in fili immutabili:  

ieri era oggi e non sarà domani

come nulla fosse stato

nei tuoi magici tacchi.

© ore 10,19

Il cappotto

C’era _ freddo _

pur se il bigio cappotto stringeva
ed alzava barriere

Forse pioveva
dentro un film in bianco e nero

O era l’acqua del lago
a schizzare
dagli occhi al cielo
l’immenso carico
di miti vanesi
a un passo solitario
compagnato dai suoi fantasmi

Nessuna voce
tranne quella del vento.

Da pèsca a pésca

Nell’area del cerchiO

in fluido scorrere
fotogrammi senza ere
rapiti all’etere

dettagliano moti
Oltre luOghi sOspesi

Particelle

osservo, apprendo
meraviglia,
preposizioni d’essere

senza nulla sfugga

alla retina _ mentre _ lenta
mi respiro

Su lavagna di luce
sorvolando inezia di accenti


da pèsca a pésca

esistenti

prObabilità quantistiche

© ore 7,19

B-Sides 1

Ed eccomi a te tornata.
Ricordi?


Insieme abbiamo viaggiato Mondi

e nel loro dentro
vissuto storie divenute nostre

Così fui Irina, e poi Nora
donando _ senza chiedere_

a m o r e

Avendo grazia le mie dita
da quel che un dì era penna intinta

e più di un Dio …

… tutto può.

© ore 7,23

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