Categoria: poesia

Due

Tornare
e non andarsene
essendo sempre state

Fluttuano parallele _
dove le loro mani?

Distanti in parti uguali
schioccano pensieri
scocche di momenti

finale d’infinito volto alle correnti …

a un punto immaginato
senza mai toccarsi

Fiocca
una strana scienza
amante d’un delfino che bucava acqua:

sentenza irrisolvibile
fatta d’astratti piedi e da astratte scarpe.

© ore 7,57

Mosaico di sassi

Aria nuova, aria vecchia _
fondamenta ed asse portante

Monolite
è boomerang che accade appena lo lanci

Strano, non è stato facile. Eppure facilmente è andato

Dimmi per quanto ancora dovrò smozzicare pane
prima di sbranarti

Tutti pensieri a sprazzi qua e là li spruzzo e spargo,
valichi di carta accartocciata spiegazzata appallottolata

Ma arriverà il tempo che i passi esauriranno il fiato
per faticare quel non senso che abbia un senso a completare

il nostro mosaico di sassi.

© ore 7,11

L’Aratro

Tra indaco e magenta
l’incedere _

non noto gravità
non la sento

Vagano più che andare
docili inermi braccia pendule,
abbandonata ramaglia
a quell’aria tenue indecisa
se respiro o brezza

i n t o r n o

va l’inerte, e il niente
lavorato all’uncinetto
s’aggiunge e si trasforma
a mano a mano
colto dal primo azzardo
del piede

a l l o r a

s’accatastano traveggole
nel fienile delle idee

e indomiti desideri
scesi su questa terra

amano ancora l’Aratro

© ore 7,28

Interludio

Nella nebbia di primo mattino
luce sonnolenta in coltri s’insinua _

indugia, scosta la fretta
le tende

Silenzio non profana
mi sceglie e profuma

Pacato Interludio
narra oltre mille parole
senza scalfire confini;
accumula plurali diafano Tesoro
istanti d’acini d’uva

Accogliente penombra
è il suo Respiro nel mio,
accordo frequenziale
che spegne e accende le ciglia
fra anfratti senza patemi

io e lui _ lui ed io


sentirci l’ascolto, essere, esistere

E quel Momento

… che m’avviene e m’avvera …

per sempre m’appartiene fuggitivo

© ore 6,19

Fino all’ultima goccia di domani e di ieri

Sono echi scolpiti nella roccia
sabbie che l’aria lievita e distribuisce
agli occhi della vita

È l’alito della madre terra
dondolante al sole delle nevi
d’una selva profetica

Racconta


l’onde tramandate
i mari e i cieli e l’esistenza antica

la Voce


che non fiata eppure senti

fino all’ultima goccia

di domani e di ieri … oramai svanita.

© ore 7,26

Corde

Sfocato maniero
quasi una stella di natale_


nelle tasche
non può mettere le mani

è lì

pare da sempre

con addobbi e ragnatele
al ludibrio dell’aria e dei quark.

Secondino lampione del mio andare
custodisce e accompagna
vocalizzi di scale

/ corde con lo spacco eclatante /

© ore 8,14

Mamma

Avrei voluto oggi una cuccia di sole

tra salite di marmo lì alla cava splenderti

Il rito del nostro sempre

divenire pensiero tangibile, carezza

palpitante, immaginifica

E a ritroso riprendere da quel sorriso:

dall’ultima rosa che visse … viva nelle tue mani.

Aurea

Non chiede parola, né suono _

ma solo silenzio

l’Ombra d’un pensiero
senza orme.

© ore 9,19
Foto Due

Ieri era oggi e non sarà domani

Alpina Tundra di boscose valli

ferma ti dipani

forse in fili immutabili:  

ieri era oggi e non sarà domani

come nulla fosse stato

nei tuoi magici tacchi.

© ore 10,19

Il cappotto

C’era _ freddo _

pur se il bigio cappotto stringeva
ed alzava barriere

Forse pioveva
dentro un film in bianco e nero

O era l’acqua del lago
a schizzare
dagli occhi al cielo
l’immenso carico
di miti vanesi
a un passo solitario
compagnato dai suoi fantasmi

Nessuna voce
tranne quella del vento.

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