L’Aratro
Tra indaco e magenta
l’incedere _
non noto gravità
non la sento
Vagano più che andare
docili inermi braccia pendule,
abbandonata ramaglia
a quell’aria tenue indecisa
se respiro o brezza
i n t o r n o
va l’inerte, e il niente
lavorato all’uncinetto
s’aggiunge e si trasforma
a mano a mano
colto dal primo azzardo
del piede
a l l o r a
s’accatastano traveggole
nel fienile delle idee
e indomiti desideri
scesi su questa terra
amano ancora l’Aratro
© ore 7,28