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¿ Ci saranno resti
a luccicare al sole
o viole risorte
in un mondo
con speranze nuove …
… e non più sgomento
miseria
terrore
orecchie farisee
colme di pietre preziose
dopo che anche i sassi saranno esplosi?
¿ Ci saranno resti
a luccicare al sole
o viole risorte
in un mondo
con speranze nuove …
… e non più sgomento
miseria
terrore
orecchie farisee
colme di pietre preziose
dopo che anche i sassi saranno esplosi?
Picchiava
come chicchi di riso
sonore credenze
Silenziosa andava sciogliendosi,
colava sui vetri
sul viso
volubile pioggia di marzo,
seguiva l’esempio anche aprile
/piccole gocce di stelle/
Tante ne succedevano.
Fioriti zampilli pistilli,
novelle innocenti margherite
/lingue a svelare l’amore/
I banchi chiamavano il legno
l’inchiostro sul primo quaderno
le fòrmìche dormivano
/piovendo parole/
Carezzare non vorrei
il Pensiero
che accavallai su quel muretto …
… quando la sete troppo forte
mi viene
e manca invece la Tua fonte
/l’ora
era calda
ed io di più/
Credimi
Pulsa sottotetto
ancora
e nulla più posso.
Incollato stai alla mia voglia
in un soffio di brividi ai lobi
poi ti sciogli e mi stendi
nelle anse, nel sole delle notti
amo e rete
Mistico orgasmo
ciò che sono e sento
realtà e sogno
Tu sei
È tuffo nella coltre del sentire
è urgenza
impeto che preme e fonde
Mi cerco e mi ritrovo
varcando
confini col magone acceso,
aprendo
l’anta del Tempo
In fila
uno ad uno e insieme
se ne stanno
a raccontarmi ciò che ero
a b i t i
appesi nel mio armadio,
conturbante l’eco
dei feromoni superstiti
nelle trame imbozzolati e negli orditi
Su colli diramati tenaci,
su scapole e maniche a fiorire vive teorie
un futuro tutto da tubare:
l o r o
non sono cambiati
bimba
tieni quella collanina
dono di tuo padre che t’abbraccia
e piange
conservala
perché lui deve andare
a uccidere
o a essere ucciso
voglia non ha
di spargere sangue
ma è comandato
da una bandiera
da sordido potere
vedrai
esploderanno le schiene
i lupi sono altro e anche le pecore
non masse che eseguono
né poltiglie di menti
bimba
chissà se tuo padre tornerà
e quel pianto diverrà di gioia
o se ti sarà marchio perenne
Un dito di luna fra i rami
profonda atmosfera
luce brillava
dagli accampati sguardi
-Dammi le Tue labbra, assaggiami
che nessuno vede e solo un faggio guarda …
… e intonarono i fiati sinfonia fantastica
i n g i n o c c h i a n d o s i
Ed eccoti
chiave del mio ventre
ti sento …
il tuo fiato sento
e lo annuso
e lo ingoio
tutto
e tutto
torna in me
… upside down
and round and round …
ritmo e sound
Fianchi d’odalisca
burro sciolto
pelle a pelle a r m o n i e
seni pieni d’un cinabro mio
ché sale ho in mente
fra l’umidore delle vie
!Ah, se fossi a ieri!
Quanto avrei addosso
s p o g l i a n d o m i
Povere rose
le più recise fra i fiori
concreto metafisico
che bellezza
aggiunge al Divino
e il relativo assolutizza
nella forma
nei colori
nel profumo dei petali
Povera rosa
dal giorno breve
non ti sono servite le spine
la scalza rugiada
Scende l’aquila d’oro
alla taverna dell’impossibile.
Il ninnolo in alto introduce la scena:
ali di vento
grazia che splende luce sul becco
prima che ne sbocci il sorriso
la forza che ha dentro
mi siedo – ti siedi
e l’oste ci arriva:
barba mangiata, sguardo liquido
uno straccio posato sulla spalla destra.
Nostre le mani che si cercano
sopra il nudo legno
due porto – un porto
ci alziamo
con le dita strette.
Forse le scale, forse la strada lineare
o un pensiero del Cielo
che ci dona i suoi rami
…
piume dinamiche fra la paglia tenue
C’è un lago d’argento con piumoso canto
aria di fresco cristallo
emersa da notti lucenti.
Qualche biscia muove di tanto in tanto
lasciando cerchi nell’acqua
Quasi in girotondo
piccole rocce
se ne stanno
fra un prato di papaveri
a fuoco gli sguardi
rossi. tenui. fluttuanti