Cosa si nasconde
dentro l’ inchiostro che non vuole scrivere,
nell’interno più profondo attraccato all’intuire?
Se non il chiuso stretto dei segreti
in mucchi d’angoli
da troppi inferni impresso e da pochi paradisi
lì,
abissi d’urla e bisbigli
sguazzano chiostri atipici
non meditano né pregano
e pronta è l’esplosione
a rimuovere carezze da tutti i laghi alpini
a spappolare tenebre con tagli d’accette
a sbollire istinti che nessuno chiese
in nome del sangue dei vivi
in nome del sangue dei morti
dato – preso – ereditato
O semplificando nomi
nottole e colombe
cieli alti e dirupi privi d’etica e morale
dibattenti
l’annaspo schizzato sulle facce delle case
non millantate con sorrisi d’angeli
…
avendo solo osato
l’ i n n o m i n a b i l e
macerie
marchiate da follia