Categoria: poesia

O

Quale lingua
è fatta per restare
morbida e vivace
se non l’abbraccia il corpo
amato

chiesi proprio alla favella
nell’atto che l’andava
a mietere l’aria
troppo calda di questa estate
gocciolante

che dietro se ne porta altre
c a p i t o l a t e
e sta a mezza rampa
con la zampa sospesa e la bocca ad O
come una casa

non sapendo quante porte o bivi
ancora avranno chiavi o fiducioso laccio

il beneficio della parola pronunciata

© ore 8,40

Spiga e Mulino

A precipizio

corse la semenza mentre si spargeva
antica da una mano
in ciuffi di perle
a destra e a manca

così la immagino ancora per i campi
anche se mai vidi
una spiga di grano
viva
tra le dita

prima che ruotasse il mulino

© ore 7,59

Tornare

Quando rinasceremo
ti parlerò di Noi

insieme
ogni vello ripercorreremo di quel prato
non lascerò
che nulla sia dimenticato

vorrò la stessa madre e lo stesso padre
lo stesso corpo

essere ancora
quello che fui e sono

© ore 7,30

Sudditi del vento

Non posso
non raccontarmi l’urlo dei muti cipressi
in fila
cadenzati
sull’attenti
sudditi del vento
ma anche della pace eterna
che non si scontra col grano che cresce
poco più lontano

Tutti

lì a piegare il torace
con radici salde
spostate dall’accento
e dalla pioggia
battente

in quali viali vi accampate
quando il buio vi passo
sentendo
quel vostro odore di conifere
tremendo

sposati con la cenere

© ore 11,00

Botti d’inverno

Accolti

in botti d’inverno
potremmo essere

– Tu ed Io –

a decantarci
lontananze

ebbre vendemmie
di quella febbre
che ci sfinì

da un bicchiere bevendo
due solitarie dita

© ore 10,00

Genova …

… dei vichi e dell’ardesia

le crêuze coi rossi tappeti
di mattoni consumati –
ha saliscendi pettorali
tenaci fiati stesi
panni infanti su piccole piazze

e la certezza del mare
baluginante
dietro ogni angolo –
nella memoria e nel cuore
delle sue genti –
sui colli sparsi a scialle
quasi a proteggerla

G e n o v a

dagli odorosi anfratti
l’aria ventosa e mite

vergine di una bellezza
violata

© ore 9,30

Émanation d’Amour

Dentro la pelle
nell’astronave indenne
viaggio
il mio universo
matrioska

lo sguardo taccio
al cuore sciogliendo i capelli

entro nei miei pianeti
nelle mie stelle

con incerte certezze
su astrali rimembranze
parcheggio
maestrale e scirocco
alberi libeccio
grecale sogno

e in nuda fiaba …
… posseggo Me stessa

© ore 8,59

Coccole di vento

Una stella
mi ha incantata
in maggio del mio giugno
la strada – il bosco –
da cicale a grilli
in pugno quanto ci passa
questa estate magica
a venirci

Vivandiere su un prato si ristora
e ride
svenendo nell’incavo d’una duna
ma il morbido petto è il mio

Forse annuso
coccole di vento
quando ti sento

o credo

nel dubbio

© ore 7,57

TRACCE

Stanotte ho spento la luna
e gli occhi ho chiuso alle stelle

troppi bagliori a baluginarmi d’intorno
troppi spigoli marchiati a sangue

un cielo d’inchiostro
mi ha dormita
cullandomi
mille silenziose ninnananne
con mille silenziose braccia
tacitando
fredde correnti
le fiamme di Marte

E l’affondo fu viaggio
muliebre
di latte e neve celeste
quando rinacqui

a l b a

pronta a sopportare
la luna e le stelle

© ore 8,34

Il Pescatore

Forse non sapevi

quanto potesse un pescatore di perle
sul rivo della luna
assorto coi suoi solchi

o quanto avesse osato

Se una coperta di pensieri l’abbracciasse
o se invece
proprio niente gli nutrisse gli occhi

/ salvo la sua Anima /

© ore 8,59

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