Categoria: poesia

Pischelli

Dove
si posarono quegli occhi
all’altro Evo –
nello stesso giorno
l’affacciato sorriso
a mezza malinconia

io so
tu sai – e meglio saprai –

del silos sempre in attesa
del ritorno che pescò pischelli Mondi
a scucite reti

nel perimetro ora così vuoto


dei Nostri passi pieni

© ore 9,50

Le ali del falco

A baci – slacciami il corsetto

Prima – con piccoli baci appena in sfioro
fanne intarsiato fremente
farfalle fiorite nell’aria dei miei occhi

Che possa intuirti crescere a poco a poco!

Supina alla mia gola
dando frutto alla glottide

a s s a p o r a r t i
in un cielo d’istanti

mentre ampie le ali del falco si ergono in volo

© ore 7,24

Opéra

Lì dal Teatro :

le carrozze, coi cavalli
a brucare in un sacchetto
i cocchieri a dormicchiare un po’ bevuti –
la sera fredda e calma
d’astri d’altro cosmo incastonata

Vagava in.canto l’eco
sfuggente palchi e soppalchi.
Tutti aspettavano l’uscita
tube e crinoline –
anche la Violetta con le sue violette
che donare pareva e invece le vendeva
col volto intinto nel rossetto

Io – discostata a fianco
d’un albero marmoreo per confine –
dal domani gustavo l’atmosfera
tornata alla via andata di quel Tempio

Non ero che un bouquet di roselline
e fiori fini orlati di merletto:

profumata mi sorgevo
fra bianco e rosa e altri variopinti


unica ciliegia

in scarlatto perenne

© ore 7,24

Ti attendevo

Piove
acqua e stupore –
dolce risveglio
che quasi
non ci credo:

– È davvero Tuo questo rumore che crepita
e mi bussa sui vetri?

Da tanto non ne sentivo la voce
mossa frescura d’un alito argenteo:

– Ti attendevo

Baciarlo
il suolo secco
pennellarlo di nuove carezze
darla una risposta a un sole crudele:

– Lubrificherò il mio passo, le mie retine

© ore 8,23

Chicco di caffè

Che c’è in un chicco di caffè
nella tazzina in cui versa e s’aduna

oltre la profondità della terra bruna
e nuova luce e nuovo giorno

oltre il chiaro velo che d’aroma fuma e profuma
puro velluto di convinta marea …


… se non quel sapore che l’estasi ha in nuce
ed è il Mondo Mio col Tuo

/quando le Nostre lingue si congiungono/

© ore 7,44

Zebre

Avvicinarci invece
attraversando
senza perché al guinzaglio
così – semplicemente – planati
al di là delle parti d’un semaforo
né a saperci né a guardarci

e riconoscere
in un muto saluto di passaggio
i nostri sé affluenti
le mani strette e sudate
senza toccarle

da quel treno fantasma
dove non fummo mai

© ore 8,44

A Pelle

… e ridono

– contrastanti confini –


i seni bianchi
i n d o m a b i l i
sulla magica spiaggia

vibrano
alla tenera brezza
di una stella
sopra il mare
che splende
pure i sassi

hanno ancora gocce d’acqua
rimanendo perdutamente bianchi

© ore 9,00

Flash

S’infossava
tra due greppi –

ma lisce
bastava
uno stecco per scriverle
quelle pagine di pietra
a sinuose bisce
e zagare furtive
pronte ai limoni

Un battito

e non ebbe più sere la notte
piombò a un tratto
improvvisa
silenziosa
fregandosene delle stelle numerose
tappando il volto al tuorlo
chiusa agli occhi

e fagocita il ritardo
mentre m’impiglio nel ritorno ancora
tra le mandibole storte degli alberi contorti

col fiato appeso a un sogno

© ore 7,59

Kintsugi

D’oro le cicatrici –
il vissuto ora è dono

spartito sul mio volto
fugato d’ombre
quiete e inquiete


riconsegnato al sole

al mistero
d’un sipario chiuso

© ore 9,20

Boa

Giganteschi bambini
parevano i castagni – lì dimenticati –
senso non avevano d’estate.
Mancava
quella parola fatata
intima ai loro lisci frutti
a solleticare i seni

Niente da fustigare
niente da raccattare
dal loro camino.
Apparteneva ormai il calore
al pruno e al fico –
alla maestosità del noce
impazzito di cicale vogliose

Tutto era fermo punto
fuori dalla corte
nell’ora più alta del sole

Allora si ricordò della terra
che uccideva la brace
e sperò d’incontrarla ancora

per un altro giro di boa

© ore 7,59

errore: © Contenuto coperto da copyright !