Categoria: poesia

Lobo e Carotide

Dai
dammi un po’ di blues –
fa’ che dentro m’entri l’aria di quel Sax
là fuori

p i a n o

versamelo
fanne melodia
imbocco di voce addosso
tasto a tasto
in tutto il mio corpo

soffermati su lobo e carotide – senti –

lui ascolta e lei freme
il pulsare sincrono assieme

e lasciami le note più malinconiche
ché sanno del Domani Nostro
senza essere preghiera …

… come sguardo che non sarai a questi occhi

© ore 7,10

Noi

Ed eccola la strada azzurra
srotolarsi fra le vie rimanendo
Unica

e guardarli
quei tetti spioventi
bacio a bacio
mano nella mano
vecchi e ancora giovani –
gli occhi di persiane
affacciati ai fiori
in fronte al porto

Guida il respiro passo a passo
guidano i gabbiani
a disegnare cerchi in cielo
a sorvolare mondi oltre le boe

Sei Tu … e Siamo Noi

© ore 8,45

L’Orsa

Colgo – la colma bellezza dell’Orsa –

Major e Minor
sgorgare tenerezza

Che nero velluto
carezzi
meraviglia silente
stupore commosso –
su questo volto
semovente riflesso
più leggiadro dell’aria

impresso da luce eterna …
… a sguardo di volo

l’infinito universo
che mi regna
in quel bacio lontano

una goccia di stella

© ore 7,45

Muta

Melanconico flauto
alla radura un’aria intona
di cristallo
sole chiaro sfilato alla calura

Tremuli rami frusciano –
correnti azzurrognole sanno …

… delle porte schiuse assieme alle finestre,
di quel LA soggiunto rampicante
che lo sguardo lascia sulla terra sparso
fra sussurri di fate sempreverdi

Ma le radici
amano quel vello di muta

ché dentro hanno il succo del Creato

anche se all’occhio tacciono

© ore 10,12

Estasi

Era nido la nostra bocca
ebbra di baci mai sazi
incastonava preziosa

nulla ci mancava

Le lingue smettevano parole
per ritrovare
il senso della pelle e della danza

l’abbraccio più profondo

Nuotavano tra l’impeto dell’onde
i respiri e i sensi
oltre l’oltre

libere papille a far l’Amore

© ore 8,14

Il canto del pane

¿ Lo senti

questo scricchiolio
ritmico
alternato
pieno della sua fragranza
caldo di grano contento
pacioso e lento
che non ha fretta

ma tutte le macine dentro
mulini di pace …

… lo senti dunque?

Sì, è il canto del pane!

© ore 7,59

Stadera

Di feritoie si vive
di feritoie si muore

farne sacchetto a quattro punte
e nodi –

pieno quanto basta ad una spalla
attaccarlo a un legno e andare …

verso il Dove nuovo

Con la stadera a bordo
cercare
– evase luci stanche –

d a n d o

ai pensieri scampo
così a caso e come

più importanza al naso che allo sguardo

© ore 7,00

Irrorata

Liscio
l’affondo

animo e lenzuola
solleva questo primo coprirmi

Speranza di sonno
che va a scoprirmi
là dove carezza il borgo
per nido divenire
fra accese finestrelle

l’unica Io – presente –
alla Tua parete

a fianco di dolci parole
irrorata dall’Amore

senza aver fiato d’orma

© ore 9,09

Geometrie

Su un angolo retto mi siedo e aspetto
di calcolarmelo perfetto,
ma improvvisamente lui
scende e si fa scaleno, ottuso
tanto che sto per scivolare

Titubo allora sulle uguaglianze, sulle radici avulse dai boschi,
su puntini vari, sulle posizioni delle croci
e naturalmente su quel trattino orizzontale
che ostinatamente continua a togliere

D’angoli e triangoli
mi confondo
nella geometria delle pretese
nelle apparenti differenze fra la notte e il giorno

© ore 9,19

Apnea

Un grido di luce ha svegliato il mattino – strano
forse rimasto da un sogno

Vola lo sguardo
assieme a qualche gabbiano

il cielo è troppo grigio – indeciso
ancora

e non c’è ombra che illumini ad alcuno
come vivere i voleri del vento

© ore 8,10

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