Categoria: poesia

Pluviali

Scorrevano senza nessuno le guardasse
pluviali – ché cosi volevano –
in tubi angolari nel bosco dei resti.
Fragili e arrese
conclamate
credevano d’esser colpa e vergogna
d’ogni scibile reale

Solo quando lo incontrava
e uguale agli altri figli
con le onde le allattava
s’avvedevano della loro purezza,
brillavano ogni goccia stillata
nel tutto ineluttabile …

… divenendo uguaglianza
con l’immensità del mare
sotto il tetto d’un cielo
inesorabile

© ore 16,29

Àncora

Su carta su tela
a tutti i qualunque
della materia

significarla
prenderla

Àncora ancora
a pezzi di vesti

mia vita
mia unica storia
amante corrosa dall’estasi alcolica

E allora ricordi

la realtà della conta
i nasi che scrisse pinocchio

i giorni
le notti


gli affamati morsi

l’eterna voglia di berla

d’appartenertela ora

su ogni parete
attraverso le cose

inchiodata ai tuoi chiodi

La memoria dell’Acqua

Era fra rotaie
bottone di madreperla
cieco allo sguardo indimenticato,
quando da fondale
arieggiò nuova pesca in fior di tramontana–
intorno qualche conchiglia
gli respirava perle bianche –
stasi e attese –
valenze d’alghe sventolavano
a confondere fonte e pianto
i due schiaffi rimasti nelle tasche

Ora ripensalo
a quel filo riattaccato
tutto preso amare la sua giacca
nel pieno dell’asola ritrovata
quale Amo vellutato

ci raggiungerà
una piccola barca – reduce
da spazio atemporale:
sgravati gli oscuri angoli
placato il mare alto – a bordo
avrà grembo temerario …

… scalo ti sarà
la memoria dell’Acqua

© ore 8,49

Flow

Una spina rossa
adombra nel cuore di una vergine stanca

Digiunarono
catartiche sabbie
autodafé
faune anarchiche –
qualche borraccia
imparata
dal gozzo dei cammelli …

… che ebbe sete anche l’acqua
prima di spendersi in cielo

© ore 9,40

Bracieri

Coscienza pulsionale
in coro al corpo

colonne e anfiteatri
col Tutto raccolto in una conca
all’ardere del fuoco primordiale

b r a c i e r i – per non dimenticare il non ricordo

ciò che sei e vuoi nell’intimo profondo
innominabile

© ore 8,49

Troy

Bioma alla marea
cantami

gli amori e le battaglie,
i perduti eroi sotto la coltre dei templi,
il clangore delle armi,
le grida assolate dei castelli
su spiagge magiche

con altra Epica

– calde correnti che veli impennano
litorali baciati da piogge solari
viali di neve scarlatta
fino a quetare ansiti selvaggi
sotto luccicante firmamento
con la luna frutto bianco
accoccolato ai rami delle genti –

e Troia cavalcherà
nudo cavallo
dentro una clessidra senza grani

© ore 6,29

Petricore

un corpo … non è Il Corpo
che invece s’ama e desidera

io voglio la maiuscola determinativa,

nei tuoi sentieri più reconditi
succoso lo stupore che ci unisce,
nell’eterno pensarci le tue parole a dirmi:

Sia petricore o sole … è solo con te che ti tradisco
in questo abbraccio impossibile

© ore 11,00

Ciurme di nubi

Incedono

in lento movimento
ai soffi della rosa ventosa

ciurme di nubi
promosse caravelle

Vincolate senza volontà alcuna
sopra l’acqua azzannata o quieta
delle gemmee conche –
fra squami argentee e voli
si dipanano orizzonti e cirri
con plurali maestosi

Mille i loro volti, mille le loro forme
Tu pensi e disegni

dal plasma degli occhi


dal tuo destino che nuota

© ore 6,00

Che in specchio appaia al suo sentire

¿

Quanto vale
una rosa d’inverno
da soffio polare fiorita

nel giardino incantato
zuccherata
granitica ondeggiare
su cespuglio selvaggio
d’amaranto e isole scarlatte
fra un diadema di diamanti
River

?

Così sfuggente, così fatata
quale acqua fra le mani
che il polpastrello adorna
d’un liquido rubino – andante
sulla neve immacolata

… sbadata …

che in specchio appaia al suo sentire

© ore 11,02

L’infinito in un boccale

Un po’ d’aria da respirare
Pura
da uno spiraglio
di tanto in tanto

mi accumuna all’esistere
riappacifica il corpo all’anima
la loro componente vermiglia
pria che l’azzurro stellare
avvenga in un sogno
che non ha tatto

ci sarà tempo per svelare
il manto
separare l’uno dall’altra
al tutto ingoiato
lasciando inalterato il dubbio
da questa parte
e solo cose e sguardi impagliati

se mai ci fosse altra stazione e altro viaggio
qualcuno che venga a prenderci
senza lasciarci soli ad aspettare

l’infinito in un boccale

© ore 11,02

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