Autore: Maria Pia

Nella mia testa / In my head

Onde
nella mia testa

scorrono … danzano

dimmi
come possiamo avvicinarci
ancora una volta

e

l’anima
il pensiero
tornare ai nostri corpi

bendando gli altri occhi

prima di essere mare
in questo breve sempre

<>

IN ENGLISH VERSION

Waves
in my head

flow … dance

tell me
how can we get close
one more time

and

the soul
the thought
return to our bodies

blindfolding other eyes

before being sea
in this short always

Segni su carta

In fondo sono solo segni su carta

che quando mi esco
confido

sintomi sparsi su fogli
a volte semplici e chiari
di bambina risorta,
a volte contorti ritorti distorti
per caso o apposta
che spostano accenti
su guglie di ombre portandosi al sole

Ieri guardavo a che punto era l’Ora

. l’.

Un mare di rose rosse
accolte
senza spine nel palmo

quella volta che la Tua lingua mi colse
a pieno sapore

e ti nuotai
l’impeto l’onde l’incanto

La chiave dell’Uva

Appena ti lascio
l’attesa già goccia.
A rovescio la conta,
lo scavo dell’acqua
nella stessa fessura

/ mai persa la chiave dell’uva /

gli sguardi alla porta
a fuoco marchiati
da baciate carezze
dense che colano
su penisole e corpi

e calda ebbrezza m’arrotola

tondo sorseggio dalla Tua bocca

Bacio all’inverno

Oggi
sono bacio all’inverno
anticipato nell’andarsene

Io amo
il suo freddo cappotto
l’attesa
del nudo ramo
il letargo che nutre le forze.
E amo
questa scia di gelo
rimasta a contemplare
il guado a primavera
la voce mia
più malinconica
in tema alle partenze

… a p p e s a …

fra la certezza dell’andare
e l’incerto futuro dei miei occhi

Pelle a Pelle

A palmo d’acqua le mani.
Sul bagnasciuga è cipria la luce
guance di mare

/pelle a pelle dalle mie parti/

Carezzano spiagge i Nostri passi
paesaggi mentali
orme reali una accanto all’altra

/l’odore del Regno rimasto uguale/

Tu
che mi entri dopo tanto cercarti

Cuore di biada

Le solite cose
che tanto mancano
/a volte/

lavare tazze di caffè
indovinando fondali,
sparecchiare
dalla tavola sazia
una piuma di riso
e un sorriso alla panna
nuvola bianca
che vorresti infornare
per farne nuovo pane

E quella luce nell’aria
che manca
/al mio sempre/

fluttuante
scienza lavica,
da un raggio di cielo alle tende
sospeso pensiero

Io
in corsa da ferma
a bastarmi
che divengo finestra,

cuore di biada

sulla Tua strada

A stiva piena

Un temporale
m’appare nella notte
a giro di cuscino
4 rupie e una mossa
rosso rubino
il prezzo sul veliero

Ti penso
a righe unite
su cavalli d’onde senza briglie
con la stiva piena
e nel mio cuore
dentro

mentre mi dipingi …

… e un filo d’oro ci lega

Sulla criniera del Colle

La luce andò dietro il Ponte
a scarmigliarmi pensieri
e ricordi

Fiaccolavano volti
processioni
sulla criniera del Colle
e s’incontravano
mare e sole
congiunti da una Via
diritta.
La barba bianca
al litorale,
le nubi quasi svanite

Aveva quella Via
vita a confine,
colori che univano
giochi
a voci bambine

Giungle di vimini
carezzavano ulivi,
i fichi brillavano
ampolle di miele

e anche il poco
si raccoglieva a mani piene

Ora come Allora

Scia sulla mia pelle
bianca
vellutata

il profumo intonso
ora come allora

e mi riconosce

e Io
il Suo mondo

a ogni passo di stormo

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