Autore: Maria Pia

Corolla d’erba

Oggi vorrei
essere stoffa di raso
addormentata a seta.
In essa svolgermi
e compiacermi
il settimo giorno
che ti sento

Sciolte le gambe fra nuvole rosa
godermi il picco caldo
trascendente,
i sensi protesi al mare,
sazia e salda
corrente d’un ruscello
oltre pietre da strada

E sulle valli dei miei Avi
raccontarci delle estati passate
ancora nel presente,
ricordo che passeggia
la fiaba vera
…
finché luce non muore
sulla Nostra corolla d’erba

Per preferire …

… bisogna aver facoltà di scelta
s l a c c i a t a
su una piazza a stella
che funzioni
fra la luce e l’ombre che non hanno tenebre

non
con l’acqua che si dà ai fiori
in plastica o recisi
sul fare delle tombe
e dei vasi scolpiti

perché l’acqua non si spreca

si dà ai vivi

La paga del Tempo

Sarei ciò che sono,
e resto
perché lo voglio.

Il mio cammino è suono,
muove con la Tua immagine
affissa al mondo

Ti sento

Ti sento anche nel fruscio del vento,
tra la sorte delle foglie che sulle mie braccia
ricrescono

Io che sono Me con Te

Vicini al di là di un luogo
in questo strano mistero

oltre la paga del Tempo

Mendicanti di parole

Eccomi

e chiave sia la mia mente
il suo desiderio
giusta che entro
dalla Tua porta
a fianco del Nostro sogno
nella realtà vera

un passo, un altro
e ti ritrovo
gli occhi a brillarci l’attesa
l’intesa che va oltre

… Tu sai …

che unico è il ritmo dei miei versi
il loro incastonarsi assieme ai Tuoi

e il resto …

il resto si lasci per obolo
ai mendicanti di parole

Al pian dei grilli

Al pian dei grilli
l’erba brilla,
l’ho salda in memoria.
La salva
la grazia di un tocco
sulla tastiera

Correvano i prati
d’estate
d’inverno
in primavera.
D’autunno erano ancora più belli,
si raccoglievano
funghi e pensieri
poco distanti
in mezzo agli alberi

proprio a due passi
/i miei e di me/
che trottolavo
e vedevo cadere coriandoli

di nuovo a fiorire domani

Secret Melody

Dove sei
mia segreta
m e l o d i a
che su spiagge galoppi
diretta al midollo dei boschi
a prenderti
con tutto il cuore
il tuo spartito
medievale di note

… sperando Tu ci sia …

a nuda
pelle di luna
sfido il vento e la pioggia
il mondo dell’ombre

per una sola goccia che cola

penetrata dal Sole

Al Mio Ciliegio

Dirti che t’amo è poco,
e strano.
Ma credo tu mi senta
quando passo
o sono a miglia
di distanza
senza il cuore a casa

Corteccia hai forte,
z i g r i n a t a.
Ontico
su berillo vibri,
anche ora
a fiato stretto
tra cancello e strada

R e s i s t e r a i

mio Ciliegio che non m’appartieni,
finché terra non ci separi.
E nei cerchi troverai scampo

Io viaggio,
nelle Tue fronde protesa viaggio
scoccando in campi e cieli

… v i v a …

alle rosse promesse dei Tuoi fiori bianchi

>>>

N.B.
Nella sezione Foto: Al Mio Ciliegio

A stampo

l’assurdo
che è normale
prendere il braccio d’un albero
e vivisezionarlo
il verbo magari
trasmutarlo

ieri Io sono
se sapevo essere

un pollice di canto
i n s i e m e
o sul comodino accanto
a un bicchiere di neve

a stampo

Filo di ringhiera

A lento sguardo scorreva
filo di ringhiera:
Bimba ricordi
come lo giravi e ti era supremo?

Lo ricorderà tua madre
ora
nascosta
ferma
dietro fiori secchi

Parlava allo sportello
e t’annoiavi:
Pensalo
mentre lo rigeneri

Era l’attesa
dopotutto viva

nella sala di sempre

All’Apice

Vorrei entrare in una nuova Era
e stazionarmi

nell’estate magica –direi-
assieparmi sonnolenta
riflesso fra ciglia tiepide
sotto una piccola ombra di pace

e ascoltare

le cicale
il loro fragoroso silenzio
altalenare
la voce di un torrente fra le pietre
sentirmi fronda
sussurrata idea
tutt’uno alla Presenza
nell’assenza

lasciando vivo il naso
e l’odorose essenze

…

all’apice

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