Aurea
Non chiede parola, né suono _
ma solo silenzio
l’Ombra d’un pensiero
senza orme.
© ore 9,19
Foto Due
Non chiede parola, né suono _
ma solo silenzio
l’Ombra d’un pensiero
senza orme.
© ore 9,19
Foto Due
Alpina Tundra di boscose valli
ferma ti dipani
forse in fili immutabili:
ieri era oggi e non sarà domani
come nulla fosse stato
nei tuoi magici tacchi.
© ore 10,19
C’era _ freddo _
pur se il bigio cappotto stringeva
ed alzava barriere
Forse pioveva
dentro un film in bianco e nero
O era l’acqua del lago
a schizzare
dagli occhi al cielo
l’immenso carico
di miti vanesi
a un passo solitario
compagnato dai suoi fantasmi
Nessuna voce
tranne quella del vento.
Nell’area del cerchiO
in fluido scorrere
fotogrammi senza ere
rapiti all’etere
dettagliano moti
Oltre luOghi sOspesi
Particelle
osservo, apprendo
meraviglia,
preposizioni d’essere
senza nulla sfugga
alla retina _ mentre _ lenta
mi respiro
Su lavagna di luce
sorvolando inezia di accenti
da pèsca a pésca
esistenti
prObabilità quantistiche
© ore 7,19
Ed eccomi a te tornata.
Ricordi?
Insieme abbiamo viaggiato Mondi
e nel loro dentro
vissuto storie divenute nostre
Così fui Irina, e poi Nora
donando _ senza chiedere_
a m o r e
Avendo grazia le mie dita
da quel che un dì era penna intinta
e più di un Dio …
… tutto può.
© ore 7,23
A ripensarci
non c’era morbidezza in Te
che si compisse sulla mia Terra appassionata
Le labbra
capitavano a cadenza rara
e da incerte s’assetavano
quando onde orali ci montavano
l’intuito immenso nascosto nella carne
avvistando carezze
sulle periferie dei borghi,
tra coste dolci di un miele
amareggiato
Avevi però le mani
che t’insegnò tuo padre:
buone
quando alle mie s’intrecciavano
una tantum a camminare,
sguardo maschio e penetrante
finché vivido astratto
non sortiva al banco
prova di un oltre pavido
Ieri e per sempre
tra mura folli
la mente legata ai polsi
di un’ostessa sbronza
rorida d’erba secca e cordoli
<>
Ti liberava
un poco
il gesto della voce …
di più
se l’inchiostro custodiva Parole.
© ore 8,11
Sfuma e si piega la forma_
vagheggia linea ondula
marinare distese,
scolorisce ogni costa
il Nulla del Dopo
A volte tutto s’accartoccia
e chiede sale agli occhi,
un apri e chiudi d’imposte
che netti visioni
con meno acqua a bordo
/a fuoco sui contorni/
© ore 8,42
Quando la scena Madre non coincide con la scena Padre …
… è meglio cambiare teatro, o imparare a recitare.
Svilire isola in rada
ceduta dallo spazio
alla terra,
supina a uno sguardo
di luci fini,
deglutendo bonaccia
prima della tempesta
Nell’arco scocca notte fiammeggiante
di botti e schiamazzi,
al lamento delle navi del mio porto
i fari lampeggiano
l’agonia per la tua dipartita
/ Avevo piccola bocca e piccole mani
e non capivo la gioia dei grandi
nel vederti morire /
E allora volo via dall’attimo
cavalcando un’eco che sguazza, vibra
argento e luna ammiraglia _
corro un perimetro che incanta
e in fondo incalza:
conta solo due bracciate e mille anni
© ore 21,46
E unghie e onde di graffi a carezza
tacciono accartocciate
l’estremo anelito, l’inutile aggrappo
all’assurda montagna:
dormendo vivevi l’ultimo inganno
Tatuata è la fatica di vivere
in cui mi specchiai
ora che da fuoco a cenere
mi torni in una piccola casa
affinché io possa bussarti
e verde sentirti frusciare …
la tua erbarossa fra le mie braccia
© ore 10,14