Autore: Maria Pia

Ceralacca rossa

Hanno ancora fili i sogni
alle prime luci dell’alba,
un dorato soffuso d’argento –

così che ora ne scrivo con due dita complici
disciolte sulla tastiera.
Senza importarmi di cosa dicono, se abbia un senso
ciò che digito,
o luce novizia l’abito

Non so quanti passi ci saranno oggi
ma è bene sperarli
ancora umidi e tonici
mentre ti ascolto oh aria paladina
che mi muovi radici inconsce …

… riportandomi agli albori
arResa alla lancia fiera del mio nero cavaliere:


prono alla sua scocCa e al suo falò
un mandolino da fiaba ardente
dove poni i tuoi palmi invisibili

e il sangue di ceralacCa rosSa
che cola e cola …

… in un torneo di rose e di viole

© ore 8,08

Dove atterrano gli angeli

Tortuosa va la strada –

se non è strada è vita,
nel suo semplicemente dirla
spesso s’attorciglia,
in un cordone immane
a g g r o v i g l i a
salite da sbrogliare

A volte mozza il fiato
che pare viva,
elettrica dose massiva
tra cunicoli e gangli
nel divino carnale

E luccicano i capelli
liberati, sfocianti
con il corpo tutto
dagli antri – aperti
a praterie selvagge

Volti
gli zigomi nudi scampati


verso
cavalli di vento …

… dove atterrano gli angeli

© ore 8,20

L’Anima e l’Amore

Assopirci

affusolati avvinti
nella notte del giorno
nel giorno della notte
con l’odore del sale marino
e il nostro sapore in bocca

Danzeranno le ombre
senza più timore
al primo
panno al sole
su transatlantico testimone

finché di lui la luna non si copra
e scopra

per ricominciare ancora

/ l’Anima e l’Amore /

© ore 8,59

Ninfee

Adoro le ninfee
sospese a pelo d’acqua –

regali, su vassoio poggiate
fra verdi merletti
offrirsi a sguardi predali.
Sparsi ombelichi fioriti
silenti a concedersi
con parvenza indifferente
quali delizie intoccabili

Il cielo è dalla loro parte –

in esse si specchia ed appaga
compiaciuto d’averle create.
A intuizioni fini le penetra
in ogni intimo afflato
lasciandole integre nel loro stato
e dolcemente cullandole
come bimbe indifese

Se ne apri il sipario, ti appaiono …

… fossero lì da sempre in segreto spiegate

a un volere imperscrutabile

Curiose rane gracidano, gonfiano il petto
su quel mondo intatto …

… ma il peccato d’essere belle non le riguarda

e non possono che sospirare

© ore 8,16

White pocket

Tenace brunito legno –
tra meringhe e pandispagna
d’arenaria
Tu spunti solitario
preso da macchie verdi

/ Crocifisso lì immolato /

Sei preghiera secretata
sulla punta d’un pianto
sfuggito alla corteccia
e mai ammesso –
casuale scelta
di piume ballerine
vagabonde in estasi
venute da caldo
avviluppante cammino

Sei tutt’uno alla tua sedia

che ora può dar corpo all’anima
in ogni spicciolo d’aria che passa …

… felice d’appartenerti

© ore 6,09

Notte

Tu vieni a trovarmi –

troppo ti trattieni
che pari infinita

Non racconti più le fiabe

ma plotoni di pensieri
pronti a trucidare …

… i miei occhi aperti


impossibili a dormirti

© ore 6,19

Monnarosa

Scintillano
gemme azzurre
nello scrigno d’acqua
alla radura

Le guarda
Monnarosa in positura
dal suo regno sul monte
non teme la notte
né il prima né il dopo:

sa che nessun genere potrà
mai sfiorare la sua stoffa
e lascia – generosa –
che resti e avanzi
infeltriscano fuori dalle orbite

Nel Come che gira alla vita
ha fiducia –
e con quel senso di misura
sorseggia guizzi di pronomi
possessivi raccolti

/ che la resero prima ed assoluta /

© ore 8,12

Sotto il tetto di una mano

Dimmi …

… dimmi per quanto
ancora
su questa base
sfideremo l’altezza
moltiplicandola
per dividerci –


e ai fianchi del tempo
rammenteremo ipotenuse
affrontando metafore,
equazioni, teoremi
elevati all’ennesima
impotenza

i n e r t i

/ oltre il punto di domanda /

come fummo e restiamo
coerenti
di splendida incoerenza

sotto il tetto di una mano
a mescolare


stazioni senza braccia

© ore 7,23

All’orecchio dell’albero

Dove non voglio –

in lento fluire
freddo percepire
di un magma
cannibale

Lo sento –

bussa all’orecchio
dell’albero
qualcosa che tira
passa alle radici
le infiltra
sale in cima a brucianti
brividi

M’avvisa –

e senza profferire
guarda la mente
ciò che l’anima intuisce
dal suo casco stretto
focalizzando appena

… la sua stella svanire …

fra l’infinito che brilla
e non mi esiste

© ore 8,10

Pagine

Spesso
ci intersechiamo –

vie
accadimenti
pensieri

come fossimo ancora braccia
che si cercano trovandosi
in momenti preziosi e rari

So del dado tratto
di quel che stai facendo –
col cipiglio corrucciato
ti vedo e ti immagino

vena solitaria
nel preciso istante
mentre mi leggi
agitato

/ mare nella tua solita stanza /

Forse non capirai
accampandoti al mio stato
ma è fatto sacro
che voglio tramandare

me lo dovevo per saldarlo
almeno sulle pagine

straziato da un vello immortale

© ore 8,25