Autore: Maria Pia

Aurea

Non chiede parola, né suono _

ma solo silenzio

l’Ombra d’un pensiero
senza orme.

© ore 9,19
Foto Due

Ieri era oggi e non sarà domani

Alpina Tundra di boscose valli

ferma ti dipani

forse in fili immutabili:  

ieri era oggi e non sarà domani

come nulla fosse stato

nei tuoi magici tacchi.

© ore 10,19

Il cappotto

C’era _ freddo _

pur se il bigio cappotto stringeva
ed alzava barriere

Forse pioveva
dentro un film in bianco e nero

O era l’acqua del lago
a schizzare
dagli occhi al cielo
l’immenso carico
di miti vanesi
a un passo solitario
compagnato dai suoi fantasmi

Nessuna voce
tranne quella del vento.

Da pèsca a pésca

Nell’area del cerchiO

in fluido scorrere
fotogrammi senza ere
rapiti all’etere

dettagliano moti
Oltre luOghi sOspesi

Particelle

osservo, apprendo
meraviglia,
preposizioni d’essere

senza nulla sfugga

alla retina _ mentre _ lenta
mi respiro

Su lavagna di luce
sorvolando inezia di accenti


da pèsca a pésca

esistenti

prObabilità quantistiche

© ore 7,19

B-Sides 1

Ed eccomi a te tornata.
Ricordi?


Insieme abbiamo viaggiato Mondi

e nel loro dentro
vissuto storie divenute nostre

Così fui Irina, e poi Nora
donando _ senza chiedere_

a m o r e

Avendo grazia le mie dita
da quel che un dì era penna intinta

e più di un Dio …

… tutto può.

© ore 7,23

Il gesto della voce

A ripensarci
non c’era morbidezza in Te
che si compisse sulla mia Terra appassionata

Le labbra


capitavano a cadenza rara
e da incerte s’assetavano
quando onde orali ci montavano
l’intuito immenso nascosto nella carne
avvistando carezze
sulle periferie dei borghi,
tra coste dolci di un miele
amareggiato

Avevi però le mani
che t’insegnò tuo padre:

buone

quando alle mie s’intrecciavano
una tantum a camminare,


sguardo maschio e penetrante
finché vivido astratto
non sortiva al banco
prova di un oltre pavido

Ieri e per sempre

tra mura folli
la mente legata ai polsi
di un’ostessa sbronza
rorida d’erba secca e cordoli

<>

Ti liberava
un poco
il gesto della voce …

di più

se l’inchiostro custodiva Parole.

© ore 8,11

Visioni

Sfuma e si piega la forma_

vagheggia linea ondula
marinare distese,
scolorisce ogni costa
il Nulla del Dopo

A volte tutto s’accartoccia
e chiede sale agli occhi,
un apri e chiudi d’imposte
che netti visioni

con meno acqua a bordo


/a fuoco sui contorni/

© ore 8,42

Sul teatro

Quando la scena Madre non coincide con la scena Padre …

… è meglio cambiare teatro, o imparare a recitare.

Al lamento delle navi

Svilire isola in rada
ceduta dallo spazio
alla terra,
supina a uno sguardo
di luci fini,
deglutendo bonaccia
prima della tempesta

Nell’arco scocca notte fiammeggiante
di botti e schiamazzi,
al lamento delle navi del mio porto
i fari lampeggiano
l’agonia per la tua dipartita

/ Avevo piccola bocca e piccole mani
e non capivo la gioia dei grandi
nel vederti morire /

E allora volo via dall’attimo
cavalcando un’eco che sguazza, vibra
argento e luna ammiraglia _

corro un perimetro che incanta
e in fondo incalza:

conta solo due bracciate e mille anni

© ore 21,46

Erbarossa

E unghie e onde di graffi a carezza
tacciono accartocciate
l’estremo anelito, l’inutile aggrappo
all’assurda montagna:

dormendo vivevi l’ultimo inganno

Tatuata è la fatica di vivere
in cui mi specchiai

ora che da fuoco a cenere
mi torni in una piccola casa
affinché io possa bussarti
e verde sentirti frusciare …

la tua erbarossa fra le mie braccia

© ore 10,14

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