Iceberg

Tasta con la punta dell’alluce
e il respiro centella_


appena sbroglialo
in fili di capelli,
passa fluttuando ragnatele

Non scalfire la polvere dai secoli_

che il tuo corpo esca e dia adito al tornare
come il tuo sempre ti insegnò a sperare

Lì ci sono cose ch’ebbero voce
ed ora tacciono,
nell’aria di un oceano lillipuziano
le affondò un iceberg:

forse ti ricordano tra onde e vento

forse ti aspettavano.

© ore 9,12

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