Finché vive la vita
Dissolvenza
è nebbia che si scioglie
fino a scomparire
così faranno i Nostri giorni
un po’ ammucchiati, un po’ in fila
nel guscio di una noce
nella scommessa eterna
finché vive la vita
@ ORE 7,30
Dissolvenza
è nebbia che si scioglie
fino a scomparire
così faranno i Nostri giorni
un po’ ammucchiati, un po’ in fila
nel guscio di una noce
nella scommessa eterna
finché vive la vita
@ ORE 7,30
T’incarto una carezza
senza mani
la imbuco in un pensiero
affinché divenga aria
e Tu possa respirarla
A tua volta
destinarla
dove ha più luce
la sete
E se non le hai gettate
unire
alle mie altre carezze
@ ORE 7,00
Suggerisce l’aria
quando appena a galla
lieve ti sovviene
dalla notte
nuovamente nata
Anche
se non sa la pelle
d’essere ancora bella,
che ogni suo petalo
è tornato a ieri
e fresca nel tepore
su un muro si ritrova al sole
a ventose rosee
… una lucertola …
dal rinverdito cuore
@ Ore 7,59
Pare
l’inverno
letargo dell’orso
tana nei boschi
di foglie la terra
accolto silenzio
il riposo del legno
il suo meditare
la sonnolenza
ma l’aria che sento
è più pura e più vera
nel freddo gelido
nei passi di pietra
@ ore 7,00
Fa male la verità
il dubbio
che le restò appeso
… pur se l’Amore detta …
scalcia l’inevitabile
e si cerca un nuovo cuoio
che non abbia più scorsoio
e avvicini lontananze
su cammini segreti
con almeno un fil di seta
a tenerci i polsi
fluendo la voce in baci
fra lobi d’aria
,,,
come Ieri gli occhi
@ ore 7,00
E sia
un qualsiasi spiraglio alla porta
che l’occhio magico aiuti
a schiuderla senza più timore.
Ma lasci sospesa
la forma del verso
in oro bianco liquefatto
per dare agli altri il proprio immaginarsi
e costruirsi ponti e palazzi
invenzioni e speranze
col fiato che abbia la nebbia del cane
E vorrei dirti
del rivo veloce
dell’ansia che prende
a ogni chicco che scocca
da antiche lancette
in quest’era dal barbaglio silente
di naviganti senza mari
@ ore 7,00
… quale acqua
fra grani di sabbia
estranea moltitudine
che sotterra
L’ossigeno
m’accompagna
per dare una ragione al passo,
e se le mani bagni
ristoro è del cammino
Sei fuoco che arde
quando mi parli
e anche a strette intercapedini
Io ti scrivo
… su di un foglio bianco …
il mio pianto
il mio sorriso
@ ore 7,00
Non siamo che finestre
che si staccano dalle case
e per le strade vanno
col loro mondo appresso
a volte si fermano e tornano sui loro passi
a volte si chiudono per sempre
N u d a
si guarda la siepe
S o l a
fra verde scarno
fra verde folto
ha pensieri nati
e subito andanti
… attimi …
c’era un ieri
nel fuggente presente
che nell’incerto domani
non ha più occhi per piangere
@ ore 7,00
Perché scriverne e non invece farlo
andando oltre un pensiero stempiato
a c c a t t i v a n d o s i
negli incontri andati
e ritrovarsi
coniugati al presente
Le vedi
quante vie sulle mani?
Cicatrici, disegni,
o anche modalità opportune
a formulare concrete carezze
È così difficile
muovere un prato …
dare fiato a uno stelo?
Le labbra possono tanto
e di più la pelle,
le giravolte del ventre
a capovolti termini
uno dentro l’altro
Il sei che col nove …
… l’estate porta a dicembre
@ ore 7,00