Autore: Maria Pia

Lo bagnai per lasciarlo vivo

Stanno tutte lì
a fior di pelle
le lacrime che non voglio spendere,
fiori fuggitivi
dentro la loro terra
baracca.

Ora le mescola del calore
lapidante
finché non s’intromette un battito d’acqua
a sprazzi
strappandomi da torpore vampiro
e non mi ritrovo
adagiata al mio respiro.

Ricordo l’agonia di un vecchio gatto
e Me bambina:
non fu uguale
quando lo bagnai per lasciarlo vivo.

Si era nello spiazzo sopra il fabbro
sotto il ponte antico
quello che guardammo

Tu e Io

@ ore 20,26

Da una panchina

Quanto è cambiato dall’anno
che è ieri di oggi

… e quanto cambierà ancora
nel tatuarmi …

il marcio che ti forma?

.Temo.
e la pelle non vorrebbe saperlo

Desidero un viaggio nuovo
a condurmi

dove regna l’estate perenne,
sotto gli alberi e il sole
dei miei Ascendenti

Nell’aria che a fase lenta
corre
e di dolce tedio impregna
i ricordi,
i vivi congiunti
serenamente ai morti


e leggere la vita anche da una panchina.

@ ore 8,54

Viaggiare nel Tempo

Solo le Emozioni possono “ viaggiare” nel Tempo, e tornare a quando scaturite.
Le attivano i ricordi, accesi da un “qualcosa”a caso o voluto .
Può essere una canzone, un profumo …
E lì, dove dormienti giacciono raccolti e custoditi dal nostro cervello, si svegliano e risuscitano facendoci tornare a quel preciso momento.
Il cervello ne ha bisogno: “grazie” a ciò che è stato diviene il suo presente.
Può sperare in una via di scampo … e illudersi d’onnipotenza!

@ ore 9,51

Prima di dare

Chiama al suo lamento
la stazione,
sgocciola un fischio antico
dal fumo perso

Un’ugola senza più camei
a ricordarmi dei transatlantici
appostati in mare,
sparsi dinosauri
a salutare l’ultimo dell’anno.
La rada del mio porto in attesa,
ad abbagliarsi
di fuochi sparati in cielo

E mi piangeva
malinconia opprimente

i m m e n s a

nel piccolo corpo ignaro
dal Nulla scaturita
o forse dal Tutto
che non sapevo decifrare
ancora non nutrita

Nell’ inconsapevole apparenza di una notte luccicante
che incominciava a togliere prima di dare.

@ ore 9,30

Drago del suo giorno

Nella novena dei gelsi
anche un bruco ragiona,
dal letto verde
è speranza la pioggia

Di sotto
la strada ricorda
della terra e del bosco.
Il catrame sparso
non sapeva che fosse
drago del suo giorno

Uguale agli altri
di fumi e ruote

Nessuna liberazione

@ ore 7,14

L’Anguria

Una fetta d’acqua gelata
mi compiace.
Organolettica mezzaluna scarlatta
fra le labbra squaglia
romanzo d’appendice:
lui ama/lei ama
sogni in aeroplano

Aria di scirocco beata!

Afosa gelatina
che mille brocche ha in testa
di liquido versante fresche rocce
in parallelo all’armonica che suono
sotto un chiosco di paglia,
al gorgoglio silente,
ai raccolti capelli

Noi s o l i ci muoviamo
splendenti,
in un dipinto appeso
sulla fronte dell’estate.
Complice la siesta
adorna di cicale
nell’Assoluto indifferente

Tacito pellegrino echeggia mai stato,
improvviso schiocco nel mare
sfreccia lampi di scaglie

A due passi l’Orizzonte implacabile.

@ ore 7,00

L’Arte nelle modalità

I l T e m p o
fruttifica sempre:
ha l’Arte nelle modalità

I e r i
avrei spaccato i timpani al cielo
e annegato il mare

O g g i
placata
quasi insensibile
più mi dolgo dei miei peccati
delle ingenuità
delle fette di salame
sui miei occhi addormentati
e non ho tentazioni

I n t o r n o
sento il respiro dell’estate

che la sua aria
è qui anche per Me

E q u e s t o m i c o n t a.

@ ore 8,20

.Ti ascolto.

.Ti ascolto.

Rannicchiata in un canto
f e t a l e
accolgo il tuo sentimento
sintonia di stile
in me si sparge
al tuo venire

.Pioggia.

Finché non nasci
la tempesta sul giglio,
la perseveranza indistruttibile
del papavero

ed è allora che mi sento compresa,
nel lontano di quell’ala spezzata
impronta ancora calda nella testa

.La Voce.

a spalancargli le ciglia
a carezzargli un poco di vita

@ ore 7,00

Fonte a Fonte

Oltre pseudo fienili
oltre sacchi a pelo

Noi sappiamo del sapore
che penetra,
dell’odore che in ogni punto cinge
assaggio dopo assaggio,
del tuo naso ritrovato,
del mio scorrerti nell’avida bocca
il ventre bagnato

.

Fonte a Fonte


di nudità è vestito
il tocco di papille senza remore

.

@ ore 7,00

E cavalcare … il battito del cuore

Geografia sul corpo
disegnami

, così ,

disposto
su irrorata sabbia
a liscio languore
al flusso delle onde
brizzolate
all’andare e venire

tutte le scale che vuoi
un mondo che scagioni
da eccesso di ragioni

e cavalcare lasci il battito del cuore

@ ore 8,30