Al lamento delle navi

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Svilire isola in rada
ceduta dallo spazio
alla terra,
supina a uno sguardo
di luci fini,
deglutendo bonaccia
prima della tempesta

Nell’arco scocca notte fiammeggiante
di botti e schiamazzi,
al lamento delle navi del mio porto
i fari lampeggiano
l’agonia per la tua dipartita

/ Avevo piccola bocca e piccole mani
e non capivo la gioia dei grandi
nel vederti morire /

E allora volo via dall’attimo
cavalcando un’eco che sguazza, vibra
argento e luna ammiraglia _

corro un perimetro che incanta
e in fondo incalza:

conta solo due bracciate e mille anni

© ore 21,46

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