Ricordi d’antiche osterie

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Imbraccio il silenzio per sparare ai pensieri.

Una sull’altro dame passano
qualunque direzione è indifferente
recitano il ruolo del salto.
Che vadano lì sul tavolo a ingannare il tempo
tanto i passi nella stanza sono saturi.

E loro non li ho uccisi perché non posso ucciderli!

Feriti si rialzano
guardandosi spalle e viscere
ricordi d’antiche osterie
e qualche speranza rimasta nelle tasche raggrinzite
a provare che sono esistita.

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