Categoria: poesia

Pettinando la strada

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Ricordi
quel viaggio senza stelle
a chilometri tanti,
i lampioni a luce
appannata
steli fra l’acqua
in rada.
E quella dignitosa,
serbata
dalle persiane

Tremula sera
lontana,
il nido
a bruciare nelle giugulari,

e l’aria che chiedeva
dei baci in tasca …

… di contarli
pettinando la strada

@ ore 7,30

Onomatopeica

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A m a c a
fra sole e zebre
mi dondola leggiadra.
Avvampa
la luce che va e viene
con miriadi di sfere
fluorescenti

E respira l’Albero mio
a liberi capelli,
i suoi sui miei
vaporosi all’altalena.
Allure e brezza
a far di labbra e cuore
profana attesa benedetta

Baciami allora
da sopra a sotto,
dammi la Tua brocca fresca,
e che carezza scorra
dolce
planetaria
onomatopeica


a idratare della mia Casa
ogni filo d’erba

@ ore 7,00

Lasciami e Prendimi

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Vale perdersi
a volte
quando ossessiva torna
la paura
e restare vorresti
da condizionali
prosciolta
nel pieno flusso dei sensi
almeno somigliante
a impronte
al risvolto d’una manica
sulle pendici del comprendere
dentro una tazza con Te

Ma in queste staccionate
lasciami e prendimi
P e n s i e r o
che esuberante sfarfalli
e pari il ghiacciaio che guardai
sulla vetta del giorno,
a due passi sembiante
lontana gambe d’anni
la realtà dal sogno

Tu
che sei acqua in pugno
con tutto ciò che è stato,
via dell’illusione viva
solo coniugabile

a una collana di pietrisco

a un cammino tra tanti

@ ore 7,00

Chicchi e Cenere

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Ci guardano i ricordi
anche dai cassetti
raffazzonati e in pieghe.
Loro sanno
ciò che ora siamo …

… ci guardano i ricordi
tante valigie al seguito
dentro pensieri,
oltre la carne
a mietere …

… chicchi e cenere,
stampati a ritornarsi
d’anarchia perpetua
finché il campo
muove

.

Vita
li possiede
p r o p r i a
e nutre e sboccia
figli della mente

e del tatto che li tocca

@ 7,30

Senza che il Pensiero si voltasse

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Immagonito silenzio
anche fra rumore
ritaglio
affinché possa occultarsi
il mio piccolo fiato
in sola solitudine

Cauto e guardingo il passo
all’angolo di un solaio
incastonata
più non voglio essere
pensata o ricordata
io che tanto amavo la paglia
e pronta m’accendevo a un sole caldo

Voluta
desiderata
fresca fonte in piena estate

A far l’amore
senza che il Pensiero si voltasse

@ ore 7,00

Ninna Nanna … Lullaby

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Ninna Nanna
insieme ai miei sogni
sia dolce fetta di torta
sia limpida e bella canzone

Ninna Nanna memoria dei giorni
che hanno fatto nido nel cuore …
sono barche dipinte di volti
lievi carezze di onde

Ninna Nanna a fiori e a foglie
di casette con zucchero a velo
al sicuro nel grembo dei boschi …
abitata da angeli e fate
popolata da cose belle

Ninna Nanna in un cielo d’azzurro
folto di garruli voli

Ninna Nanna che torna all’Eterno
nella notte intarsiata di stelle

>

Lullaby
together with my dreams
be sweet slice of cake
be clear and beautiful song

Lullaby memory of days
that have made nest in the heart …
are boats painted with faces
slight caresses of waves

Lullaby of flowers and leaves
of houses with powdered sugar
safe in the bosom of the woods …
inhabited by angels and fairies
populated by beautiful things

Lullaby in a blue sky
full of happy flights

Lullaby that returns to Infinity
in the night inlaid of stars

@ ore 7,00

Lo bagnai per lasciarlo vivo

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Stanno tutte lì
a fior di pelle
le lacrime che non voglio spendere,
fiori fuggitivi
dentro la loro terra
baracca.

Ora le mescola del calore
lapidante
finché non s’intromette un battito d’acqua
a sprazzi
strappandomi da torpore vampiro
e non mi ritrovo
adagiata al mio respiro.

Ricordo l’agonia di un vecchio gatto
e Me bambina:
non fu uguale
quando lo bagnai per lasciarlo vivo.

Si era nello spiazzo sopra il fabbro
sotto il ponte antico
quello che guardammo

Tu e Io

@ ore 20,26

Da una panchina

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Quanto è cambiato dall’anno
che è ieri di oggi

… e quanto cambierà ancora
nel tatuarmi …

il marcio che ti forma?

.Temo.
e la pelle non vorrebbe saperlo

Desidero un viaggio nuovo
a condurmi

dove regna l’estate perenne,
sotto gli alberi e il sole
dei miei Ascendenti

Nell’aria che a fase lenta
corre
e di dolce tedio impregna
i ricordi,
i vivi congiunti
serenamente ai morti


e leggere la vita anche da una panchina.

@ ore 8,54

Prima di dare

Chiama al suo lamento
la stazione,
sgocciola un fischio antico
dal fumo perso

Un’ugola senza più camei
a ricordarmi dei transatlantici
appostati in mare,
sparsi dinosauri
a salutare l’ultimo dell’anno.
La rada del mio porto in attesa,
ad abbagliarsi
di fuochi sparati in cielo

E mi piangeva
malinconia opprimente

i m m e n s a

nel piccolo corpo ignaro
dal Nulla scaturita
o forse dal Tutto
che non sapevo decifrare
ancora non nutrita

Nell’ inconsapevole apparenza di una notte luccicante
che incominciava a togliere prima di dare.

@ ore 9,30

Drago del suo giorno

Nella novena dei gelsi
anche un bruco ragiona,
dal letto verde
è speranza la pioggia

Di sotto
la strada ricorda
della terra e del bosco.
Il catrame sparso
non sapeva che fosse
drago del suo giorno

Uguale agli altri
di fumi e ruote

Nessuna liberazione

@ ore 7,14