Categoria: poesia

Voyage

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Con una coppa di champagne
abbeverarli

poi al tuo sguardo porgerli
e osare
anche la fame
dal centro del midollo Presa


fino all’apice più astrale del mio neo audace
vagheggiando l’orsa e la via lattea

e con tutta l’anima
appartenerti
in un’istantanea

lì …. al porto del mio mare

© ore 9,00

Meriggio d’estate (1977)

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Il viottolo
è aspro e arso
e il sasso polveroso
sgretolato
sulla strada di campagna

L’ora
della siesta è lì
calore ed omertà
tra lucertole assopite
e subito sguscianti

L’immobile è assolato
non c’è scampo
e la capanna dove cresce il grano
e l’acqua di cristallo

mi attendono sonnambula

Riposo assisa e inebetita
se mi volto vacillo
e l’oltre mi spaventa
ma la brezza furtiva
mi sorregge il fiato

e l’odor di menta suggerisce
all’ombre vacue

Belle Époque

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Vero che mi fosti sogno
… e ancora …

Più vero fu il sentiero che ci accolse
i piedi scalzi
e le lisce mie caviglie carezzasti

Dirlo in parole povere e in polvere
di cipria
o ricche di tregue senza tregue
filando inchiostro da endovene
non aggiunge e non leva
a quel che siamo.
E restano indifferenza
pennacchi di estranee cere
su altari di cartapesta

R e a l t à

sono le Tue labbra
alle mie rimaste accese

è come c’indossammo
il corpo e l’anima

© ore 7,59

The source

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Intanto – immune si sciacquava
antica la fontana
all’acqua della stessa acqua
fresca e turbinante
fra pietre di culla accudita
sempre neonata

Solo un po’ più flebile
ma pregna di vaporosa aura
la sua corsa segreta

Quante bocche l’avevano baciata

uscita dalle tenebre ,,,
… di Era in Era

© ore 9,42

Pischelli

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Dove
si posarono quegli occhi
all’altro Evo –
nello stesso giorno
l’affacciato sorriso
a mezza malinconia

io so
tu sai – e meglio saprai –

del silos sempre in attesa
del ritorno che pescò pischelli Mondi
a scucite reti

nel perimetro ora così vuoto


dei Nostri passi pieni

© ore 9,50

Le ali del falco

A baci – slacciami il corsetto

Prima – con piccoli baci appena in sfioro
fanne intarsiato fremente
farfalle fiorite nell’aria dei miei occhi

Che possa intuirti crescere a poco a poco!

Supina alla mia gola
dando frutto alla glottide

a s s a p o r a r t i
in un cielo d’istanti

mentre ampie le ali del falco si ergono in volo

© ore 7,24

Opéra

Lì dal Teatro :

le carrozze, coi cavalli
a brucare in un sacchetto
i cocchieri a dormicchiare un po’ bevuti –
la sera fredda e calma
d’astri d’altro cosmo incastonata

Vagava in.canto l’eco
sfuggente palchi e soppalchi.
Tutti aspettavano l’uscita
tube e crinoline –
anche la Violetta con le sue violette
che donare pareva e invece le vendeva
col volto intinto nel rossetto

Io – discostata a fianco
d’un albero marmoreo per confine –
dal domani gustavo l’atmosfera
tornata alla via andata di quel Tempio

Non ero che un bouquet di roselline
e fiori fini orlati di merletto:

profumata mi sorgevo
fra bianco e rosa e altri variopinti


unica ciliegia

in scarlatto perenne

© ore 7,24

Ti attendevo

Piove
acqua e stupore –
dolce risveglio
che quasi
non ci credo:

– È davvero Tuo questo rumore che crepita
e mi bussa sui vetri?

Da tanto non ne sentivo la voce
mossa frescura d’un alito argenteo:

– Ti attendevo

Baciarlo
il suolo secco
pennellarlo di nuove carezze
darla una risposta a un sole crudele:

– Lubrificherò il mio passo, le mie retine

© ore 8,23

Chicco di caffè

Che c’è in un chicco di caffè
nella tazzina in cui versa e s’aduna

oltre la profondità della terra bruna
e nuova luce e nuovo giorno

oltre il chiaro velo che d’aroma fuma e profuma
puro velluto di convinta marea …


… se non quel sapore che l’estasi ha in nuce
ed è il Mondo Mio col Tuo

/quando le Nostre lingue si congiungono/

© ore 7,44

Zebre

Avvicinarci invece
attraversando
senza perché al guinzaglio
così – semplicemente – planati
al di là delle parti d’un semaforo
né a saperci né a guardarci

e riconoscere
in un muto saluto di passaggio
i nostri sé affluenti
le mani strette e sudate
senza toccarle

da quel treno fantasma
dove non fummo mai

© ore 8,44