Categoria: poesia

Pensiero

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Scendimi a valle
Pensiero
lì sei troppo in alto

ho voglia del tuo piovere
solare
dentro la mia luna piena

a s c o l t o

pescatori di perle
l’aria di Bizet
accoccolata nel mistero

del mio colle mai spento

Incipit

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John entrò
di pianto felice
nel fumo di un night,
bianco impermeabile aveva,
il bavero alzato

/Suonava malinconico
un sax/

In fondo
l’aveva solo uccisa

e altro non gli serviva
oltre a un pezzo di ghiaccio
in un drink

D’Alloro e d’Alchemilla°

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Passano la chiusa
diligenza e giorno,
effluvi di ieratiche droghe,
lunghe notti
dalle occhiaie viola

Ed eccola l’estate
torna
monotona non è
anzi
forte la calura
ma
pure l’ombra
agli angoli assiepata
dialettica al sole

Io la preferisco fra i conventi
dei giardini e degli orti,
nel silenzio delle mura,
quando l’aria prega d’alloro
e d’alchemilla brilla rugiada
nascosta.
Così che limo cocci di bottiglia
con l’ostia del ricordo

E all’orma di quel silenzio
volgo il mio

che in fondo a Lui somiglia

°
Dal Web:

L’alchemilla è la quintessenza dei ritmi femminili e dell’essere donna.
Stando alla dottrina delle segnature formulata da Paracelso, questa pianta
è attribuita al pianeta Venere. È il simbolo della femminilità
che riflette ¬l’arcano della fertilità e della nascita. Le guaritrici
conoscevano le virtù par-ticolari dell’alchemilla già prima dell’avvento degli alchimisti,
ai quale l’alchemilla deve il suo nome. Veniva chiamata «Sinau», la pianta con l’acqua
della vita eterna (sin = sempre; au = acqua), per via della goccia
d’acqua trattenuta alla base della foglia, ricordando un po’ l’organo femminile.
Questa goccia d’acqua non è dovuta solo alla rugiada mattutina.
¬L’alchemilla trattiene la perla d’acqua anche una volta evaporata la rugiada.

Il Dono

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Essere

/e fruttificare
il dono del Tuo polline …

… nel passato
delle doglie
ai piedi
degli incontri
incinta del Tuo Amore/

guardandoti negli occhi

Dopo l’Eclissi

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Grattacieli d’acqua

f l u t t u a n o

vacui natanti

Una siepe in plexiglass
lumeggia arcobaleni.
L’autostrada
ne sovrintende
il fluire,
i luminosi tratti
che si tacciono

Piena questa notte
venuta da eclissi,
messaggera
della nuova estate
così occulta da qui

Vale la New York dei bei tempi,
la camicia a quadri
che risplende nel mito dei suoi film

@
ore 9,00

Eros

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Immaginami

come ti piace immaginarmi …
coi polsi slacciati
i capelli sciolti
e il Tempo fermo a quell’Ora

Adagiata
in luce di penombra
i seni bianchi
ventilati dal cuore
un filo di merletto fra le dischiuse sponde

l’odore che ti guida la passione

e le mie labbra di ciliegia col succo che cola …

Rettangolo perfetto

Ha rigo amaro il riso che nuoce alle giunture
sotto un basso cielo
d’umori umido
pare infisso in un mondo di paludi
senza righe a delineare
ma tossiche
e presenti
nello stato immobile dell’antro
forse un triangolo
scaleno
per scivolare
geometriche discese

O lì a calcolarti
l’incalcolabile
con il sorriso a freno
giusto per serbare
tra acuto
e ottuso

l’ansia di un rettangolo perfetto

Alba di un Tempo

V i v e r m i

per quello che sono
per quel che mi sono
come si è
lo scocco dei passi.
Sbucciare e gustare
finché ci trattiene
rossa spugna battente
nel sacrario del sangue

… e pulsando …

sentirsi
nella Valle dei Templi
presenti
campo in un mito
inconsunto
amanti del lampo e del tuono
d’ogni stigma di stelo
che dal Cielo passa alla Terra

ma soprattutto
indossarmi i momenti

spogliarmi mentre mi guardi
vivo di desiderio l’anima a pelle
e bella mi vedi – la più bella

e io ti credo

di nudità fiera
alba di un Tempo

Un attimo

Guardami
ancora un attimo.
Potesse essere l’ultimo
e nel Tuo portafogli
prender spazio

Tra le sue pieghe
serbato
protetto
coccolato
anche di straforo ogni tanto …

… e Io stupita
di vedermi lì
e non trovare altro
in quel caffè
lontano