Categoria: poesia

Domande

No Comments

?

Vale l’Amore
o vale una crema
spalmata sulle ore del tuono
emigrante

la luce che avvampa
e precede
ai bordi delle chiese
a spendere le preghiere
degli amanti
fiorite dalle mani
dal peso di un breviario
onnisciente …

… e si può stringere l’acqua
oltre il suo bagnato
col sole che le guarda il desiderio
nei mari del non credere

continuando a sperare
la fede

?

Nidi di marmo

No Comments

Vanno i passi
non assolti da fili

  • eseguono e basta –

Raccontano in silenzio i loro anni
di più
forse alla ghiaia
che pare ascolti
e parli a occhi sordi
l’ insicurezza sdrucciolante
nidi di marmo

E sospirano
intanto
d’essere scampati

  • vivi d’emozioni dentro-

finché possono farlo

L’altra parte

No Comments

Sverno
il mattino
su spiagge di bianco percalle
lisce come pelle di mamma
che carezza suo figlio

L’eco del sogno
compagna
fasci di sapori indistinguibili.
Qualche stelo ne sfilo
per annusarne almeno un velo

E penso che in fondo
cerco
l’altra parte della faccia …
nel mondo dei morti tornati
com’erano,

il porto che qui non trovi
ma esiste

Naso povero

No Comments

La Tua mano
è fiore che sfioro.
Ti assaggio la bocca,
il collo a piccoli voli,
un guizzo cercando
del Tuo splendido odore

Ma entrare non posso
nel fermo spazio apparente,
meno di un muto riflesso.
Né bucarlo col desiderio
o con la chiusa degli occhi

/la realtà è implacabile/

Così libero un sogno dalla cortina ferrosa,
e finestre riapro che un poco si vergognano
del loro naso povero

Lupo acceso

No Comments

Ho un Lupo acceso
alla gola
in punta di rupe dolce
faro e luna ad ancora sveglia
peculiarità di luce
riflessa
in attesa
il cuore d’immenso folle
che la genera

e Tu
che tenero mi sfogli
con occhi ardenti
l’essenza impervia della sete fra le coste
una nudando e poi l’altra …

… da nere calze a rete

Penombra

No Comments

In fuoco di penombra
mi guardo

cristallino quadro
l’indice sull’Amo
e si ferma quel tratto
e s e m p l a r e
sunto di me stessa
in cui mi riconosco

buona l‘eco
al tocco dell’ambra

Ed eccomi
o r a
fra le braccia del Tuo sguardo
veloce più del Tempo

a ritrovarti

N.B.
ORE 11,24

Aurora di cenere

No Comments

Oggi
ho detto addio a mio padre

È stata la prima volta
lì a Lui
che è in addio perenne

e ne ho timore

Forse un’intuizione
che sente oltre la pelle

Ma i fiori sono belli
anche in un’aurora di cenere

La figlia di Ryan

No Comments

Ho scorso
l’abnegazione per il viaggio
e lo stile
sulla tela alata
dai colori inverosimili,
fra scialli di stupore
e lo stormir d’uccelli variegati

Un chiaro appena livido
luci saetta,
l’aria della terra,
note in lento andare,
ventose e ghiacce nuvole barche
a modellare forme
sopra teste in lotta a sciogliere polsi

/e sopra l’Amore/

Panismo
nell’incontaminato suolo,
orme e bosco,
bianca sabbia e conchiglie,
l’inquadratura
che avvicina
alle ampie criniere dell’acqua

E fra i silenzi spargere
nordico splendore,
rune e druidiche lame,
credenze su chiese di scogliere
ataviche,
brividi che tornano senza essere
andati
dal nucleo più ortodosso
della retina

E quell’Amore
immediato e impossibile,
l’invidia mascherata
di chi in dono non l’ha avuto
e più che la guerra vuole punire,
la realtà
che esplode improvvisa
o meditata in sottofondo
a tuono unico

… come Unico era …
il suo strascico avvinghiato all’Anima
di un film

Ascolto e Accolgo

No Comments

Ascolto

questa sinfonia che va a iniziare
volta ai piedi dell’inverno
all’apparenza mesta
ma più attenta
agli incavi,
le foglie
in autunno danzanti
simili a fiori caldi

e ancora mi stupisco di quel che sento

Accolgo

sorridendo
una lacrima vaga, timida
sull’indifferenza, forte
del suo pianto
segreto,
tra le mura di un sorriso
scolpito

sotto un tetto di sere

Folti
dietro un velo
astri a suggerirmi
l’impossibile agli alveoli

il Senso Lato che Tutto riveste

A bordo del mio uscio

Schiena seducente
l’elastico arco

Gocciano
derma e pensiero
in voluttuoso tumulto
nel saperti
nel sentirti
mare di stelle
i n c a n d e s c e n t e

e non lesina

le dita
la lingua

… Cupido …

che ti fa maschio
a bordo del mio uscio