Categoria: poesia

Nuove pagine vive

Il podere comincia dal suo argine
non sempre eclatante

Ma con qualcosa a distinguerlo dagli altri
fosse anche un segno
che non tutti sanno o vedono
se non glielo dici –
ad esempio quell’anello segreto, verdissimo,
che sposa il dito d’un tronco d’ulivo

Non rammento dove ne lessi
e comunque ne ho fatto Opera mia
poggiata in pieno petto

a volte è una strana pietra

a volte è una strana carezza a fluire

nuove pagine vive

© ore 7,43

Quadrifoglio

Interessante il bottone
r a c c o n t a
varie forme e colori

non solo a filo legato o attaccato a parole

chiude e apre
brividi e calore
l’inebrio caliente degli umori

Capita che timido se ne stia nascosto

e quando a caccia
le dita vanno dolci e lo trovano

… si scopra …

prezioso quadrifoglio

© ore 6,50

Senza un che un dove un quando

Conforta

l’articolo indeterminativo
solleva dall’importanza

A c q u e a

sopraggiunge l’istanza del non dire
sussurrando
l’Olmo a braccio

piccole barchette crescono
vanno
pesciolini tremuli
rosseggiando fuggitivi

e senza un che un dove un quando
stanno i polmoni alle branchie

© ore 6,40

Alla canoa di un bacio

Quale

confine disunisce i Nostri sguardi
e le tante nuvolette pensanti
se non la più intima lama
da se stessa accoltellata

E così giungo
a tutte quelle stupide barricate
diventate troppo intelligenti –
a tutti quei divieti in transito
sul Fu di una lapide …

… per interrompermi da atrocità sublimi
per non trasformarmi nel fiore del peccato

Ferma

alla canoa di un bacio
sbocciato da un abbraccio –
a fronde senza tatto –

le unghie dipingendomi col Tuo cielo magico

© ore 12,19

Il Sesto

M’accaso

reduce da rive impreparate
al freddo tardo –
quando ieri pareva
mezza estate
nel mezzo d’un bicchiere

a s s a p o r a b i l e

fresco lembo d’un corpo toccante
sesto senso sui vetri appannati

svampita quasi nel dimenticarsi
accucciata da queste parti

e nel midollo Tu –

malinconica castagna
timorosa d’esser calda

fra le nostre mani

© ore 9,16

Without

Parlami
che siamo voce
dagli Appennini alle Ande

che sì
ti ascolto
senza chiavi

da porte evanescenti –

da ogni stanza

© ore 9,00

Sulla strada del sale

Avrà fatto un salto
a quante braccia e a quante gambe
o con gli occhi soltanto

Andavo
a domandarmi
d’epoca in epoca
ancella
saltuaria

sola

/ sulla strada del sale /

© ore 7,59

Cane in croce

Cane,


per quanto sei vissuto tra le grate
e indifferenti mani frettolose
e dov’eri prima
quale la tua storia
che non puoi raccontare?


Ci sono cani in croce
non solo persone


Tu puoi solo dirne con occhi silenziosi
della tristezza profonda
che ti compone –
non per la mia che ti trasporto
tanta quanto un vangelo nuovo
e non s’offende
se ti penso apostolo


Ma anche per te arrivò un’anima buona
nel tuo ultimo giorno


ne lessi oggi con la tempesta nel cuore –
e riuscisti a salutare il mare
con un soffio di coda …

… prima che la sabbia ti fosse lenzuolo

Ruote

Vacue
emigrano l’ombre
per tornare –
non è il freddo a cercarle
ma l’estate torrida

Insigni
signori d’una strana Corte
e poveracci invero –sappiate –
le piazze stracolmano
di ruote che non corrono

e la neve incastra solitudine sola
sotto un tetto che non copre –
e muri disuniti non abbracciano

Così bianca e tenue – sui libri di fiaba –
è invece la neve – fuori –
dal caldo d’un tepore che protegge
fosse pancia di mamma
non scomparsa

… la sua voce dolce a raccontarti …

© ore 9,01

Aria di pesca

Aprimi

come succosa pesca
quell’Ora lontano

fa’

delle vie marine fenicia estasi –
purpureo sentiero celeste
indicante la notte stellata –
una non tragica cometa –

che

ogni guizzo lì a splendere
sia limpido arpeggio

/ testimone di ciò che Siamo /

© ore 8,54