Categoria: poesia

Cin Cin

Aspettare
che sgoccioli l’ultima goccia
ricordando le navi muggire
troppo lontane da qui.
Sussultare
al rimbombo dei tuoni di terra
guardando i palazzi palpitare vestiti a festa
nella notte ormai troppo profonda
per mentire alle stelle

E accettare
questo mio sentire
meravigliosamente malinconico,
l’ assurda ricorrenza
che gli anni uccide
per farne nascere altri che andranno
a morire

Tra poco
chiamerò a raccolta il bicchiere
più cristallino,
lo riempirò a dovere,
brinderò a quell’amato sorriso
che d’antico mi vive

… Borgo …

di un possibile domani

L’Estranea

… e il respiro quasi manca
per quanto eri bella.
Conturbanti
gli occhi con dentro l ’universo
d’una favola

Tu che non sapevi
né potevi immaginare
cosa s’appostava oltre la tua pagina.
Eppure la malinconia già l’avevi dentro,
vestiva l’avvisaglia
d’una vita non facile

Ma la gioventù è l’epopea più grande
e sempre vince sulla grandine
anche durando il battito di un tacco

Lo so ora che da estranea
ti guardo
con la forza di una lacrima

Limpide

Nuda

solo per Te


nel vano del mio scrigno solitario
dove l’impossibile è possibile

e lì
io torno nel ritorno

/ a braccia limpide /

Oro Incenso Mirra

Si è alzato questo giorno speciale
unico all’anno

p e r p e t u o

coi morti forti di debolezza

Inevitabile travalico,
dubbio sempre più denso:
ultimo o ancora?

Loro che furono l’Ora

e insieme saremo
nei presepi dei cieli,
nei respiri defluenti evanescenze
d’oro incenso mirra

Vuote sedie per chi resta
se ricordi appende alle pareti

tra crepa e crepa

Wild World

♪ … ♫ … ♪ …

Ti ascolto
Ti sento

Ah le tue mani che mi cercano!

Ogni accordo un colpo
forte e tenero
cuore e ritornello
Tu
che vai
e vieni
e dentro di me lo fermi

♪ … ♪… ♪ …
♪ … ♫ … ♪ …

Respiro mio ora quietati
che lui e io siamo assieme
a ricominciare

… wild world …

e ti guardo e ti sorrido
languidamente
a palpebre chiuseaperte
perquisisci pure
il mio dolce tormento
con labbra di pennello

… ♪ …. ♫ … ♪ ….

Amore
che mi ami veramente

mentre tutto ti ricevo

Epistemologia

Scrivere l’Attesa

Descrivere
l’epistemologia che apre ai sensi

Tu foglio
spiaggia
muta voce
che sento sommessa
farsi strada nel silenzio
docile alla penna

Così mi parli
fossi il mio stesso ventre
a generare l’onde
nella spugna calda
d’umidore …

… per arrivarci a ore in un albergo
senza pensare come

Questi i momenti
in ogni istante che muore

Il sole degli altri

Chiusa
nei miei petali

sulle volte dell’aria aulente
al bivio d’un intelletto audace
è molto il disperso

Baciami – ti dico – col cuore grondante

c e r c a n d o t i

fra polvere d’acqua
respirando cascate su mari di valli
abbagliata da carri stellari
enunciando teoremi glaciali all’ombra mia pari

Ma lattei pascoli non mi lasciano
che nero mistero

un fiocco di neve ogni tanto a guardarmi
che non accetto

sul filo di un confine diverso

vedendo il sole degli altri

Nel deserto dei tartari

Oggi
è giorno secco
appeso
sulla fronte dei pensieri non acchiappa

Tutti fuggiti nel deserto dei tartari
a fremere la sorte
e ad aspettare
l’accoglienza delle anime
che almeno un singolo granulo di sabbia
parli
sveli il senso dell’agguato
da quel debole forte

è una clessidra immane
invece
che si erge e capovolge
fra le gobbe di un cammello
a inventarsi oasi

Dove l’acqua, quella vera che sa scorrere dolce?

Una nuvola passa il compito al sole
è troppo sola

Dietro si lascia il primo dei preamboli
la libertà di sciogliere il sale

Nudi

Non ci vuole nulla a ritagliar per gli occhi
buchi da una stoffa nera

da qualche parte lessi per
r i l e g g e r e

di velo in velo mi vestii di luna
d’indeciso rosa a barlumi azzurri
folle d’argento a spargermi
fra i colli avvolti dalla bruma
che andavano a inzupparsi nel mio mare
e aquile volavo sui picchi arrotondati delle nuvole
sorvolando paludi mascherate da prati

… per raggiungerti …

nuda nel volto Mio
nudo nel volto Tuo

Nevica voglia di neve

Fa freddo l’inverno

Aspettarti non puoi giallo sole
qualunquismo se vuoi
a giostrar meteorologiche parole
solite aspirazioni

Come stai?

Anche all’ombra dei termosifoni
fa freddo. Lo sai.
Guarda il fumo che dalla bocca m’esce e l’aria
affresca
nato dal tremore d’abbracciarmi

No, non puoi. Siamo lontananza

Nevica voglia di neve
scalda una casa astratta