Categoria: poesia

Tu che ne pensi?

C’è sete di sole in questo mare
d’acqueo destino

Mi confronto alle orme,
l’asfalto ausculto più che la terra
per rivedere il suono del catrame bollente

Esistono praterie nel cielo
s o s t i t u e n d o
quando il crepaccio invoca
in un nido di vetro.
Improvvisi rintocchi a batacchio segreto,
raccolte di fieno lucente
nel borgo che respiri ha paralleli …
… Nostri e del vespro

Tu che ne pensi?

Io penso alle ali fedeli
/non importa se di passero o falco/
al cinguettio che è dono di sempre
/sia acuto o roco, argentino o vermiglio/
al tocco della pelle viva
/che congiunge la Tua alla Mia/

ai binari presi all’inverno
nella sfera dell’aria sospesa
per scaldarli di nuove albe.
E, sebbene quel sacco non sposti la polvere del peso,
la nuvola che resta alla testa
ormai ci è innocua

… nell’Arte e nei sentieri …

con Noi intensi nel vibrare
dispersi ad ascoltarci

il senso delle briciole e della neve



Galassia°

Non so perché
mi necessiti

necessiti al mio
Me

È un lago d’estasi
d’azzurre carezze
che appare
quando avvieni

e in colori ardenti
nella mia galassia

C u p i d o

espandi da ogni parte di Te

°
Sezione Foto: Galassia

Una lacrima …

… a sera ha abito chiaro
microcosmo di perla lucente
lenta lei scende
per caso sfuggita da nubi
e pensieri

Ricordi?

Voleva voltarsi lo sguardo,
in altro sentiero
tuffarsi nel seno di un’ombra.
Ma in dolce tempesta il Tuo dito
l’ha colta


e l’ha presa con sé

Le uve dei secoli

Ti ascolto
suono che taci
la luce sull’erba in un concerto di giare

friniscono i campi promesse di grano e di tenebre

Celeste l’incanto
promuove
speranza sperata
del giorno

le uve dei secoli

A ricordarti

Stanno le viuzze dei paesi
i m m o b i l i
a custodire soliti segreti

Quanti occhi vi hanno passato il passo
ognuno credendosi
destro braccio del cielo
per raccontarsi almeno
il sogno d’essere immortali
anche quando stanchi
a n n o i a t i
fuori da impegnate correnti

/e Io lì mi penso/

Adoro
quel procedere
scandito da campane
che profanano il silenzio,
i tetti delle piccole case,
i ciuffi degli uccelli dati per dispersi,
le ombre che di Noi si stampano
al posto dei baci

E il tedio sarà
sgrossato ramo
in appoggio alla mano

se mai …

in.tanto …

che la giovinezza non dà tregua da ogni lato
del corpo e della faccia

a ricordarti

La stessa Aria

In un canto di cicale Io vi sento

Fa caldo
tanto caldo
e un po’ di brezza cerco
fra il sole intenso dell’estate
e il mare che mi guarda
in lontananza

/la stessa aria
è ciò che voglio/

dove l’acqua scorre
dall’eco di un ruscello
in solitaria estasi
fuori dalla mia finestra

e alla stessa fonte
due bocche si dissetano

Feminam

Scrivo
e mi scordo.
Ero Io ciò che leggo?

Dormono,
le palpebre dormono.
Forse sognano
o pensano,
intanto che dentro tutto muovono …
l’acque dei gorghi
i campi di grano
i finiti fiori e quelli nuovi

E Tu cielo che mi porti
alla tempesta dei mondi
ti sento e amo
fuori dalla tranquillità dei seni
femmina che piove calore
e al temporale è devota
agli abbagli che rimbombano
oscure paure
lascive e sfacciate voglie oltre il tempo delle foglie

Mentre il bianco bacio della neve
mi percorse nera stella di notte
e più esiste finché credo d’esistere

anche in un respiro che torna

Sensual Dream

Si andava questa notte
in Via del Sogno

Vellutavano passi arpa sonora
i Tuoi
i Miei
sampietrini e mattonirossi

Cantava la voce

/sforando la periferia veloce nel buio a luci mosse/

mescolanza d’occasioni,
il bacio passionale di quel ponte
nel segno che comanda sul vestito a fiori
se telefonando in note

E la mano oltrepassò la rotula,
umide le dita dentro la stazione
e dolci …
carezze sfogliarono profonde

poi si portarono alla bocca

Un bacio fra i capelli°

Tu
che più non sei nel Giorno,
e per Me
mai stata il tema
che si scrive in classe
solo il dì
di festa

intenso ricordo mi rimani
ma non basti.
Inutile cercare
e credere di ritrovarti
ovunque posi il bello
l’intenso
l’ancestrale
l’aria

la conta della rosea fiaba

Ti voglio
un bacio fra i capelli,
quella parola
a una caduta dirmi …
… tranquilla, non è niente

La rosa è dolorosa ora
che la porto al marmo
a un sorriso incorniciato

No
questo nuovo dirti non mi basta
e come Ieri ti vorrei ,,,

… ancora e ancora

°
A mia Mamma

A Bisagno°

Ciao Aldo,
dopo tanto cercarti
sei riapparso:
s t r a n o
come le cose importanti
si diano per scontate,
fiori di campo su alveoli e strade …
che proprio non avevo pensato
d’averti cancellato

-proprio tu-

che da guerra mi sei pace,
profumata onestà.
Con quel cielo
un po’ imbronciato
cui ti affacci
e dolce si fa
fra le braccia del mio sguardo
senza mentirmi.
Giovane
pensiero grande
assiso
solitario
su di un Tempo ormai scevro
da clessidra e sabbia

Forse sapevi
di quel guado accidentato

-se non dove e quando-

che non saresti mai invecchiato

°
Aldo Gastaldi 1° Partigiano d’Italia