Limpide
Nuda
solo per Te
nel vano del mio scrigno solitario
dove l’impossibile è possibile
e lì
io torno nel ritorno
/ a braccia limpide /
Nuda
solo per Te
nel vano del mio scrigno solitario
dove l’impossibile è possibile
e lì
io torno nel ritorno
/ a braccia limpide /
Si è alzato questo giorno speciale
unico all’anno
p e r p e t u o
coi morti forti di debolezza
Inevitabile travalico,
dubbio sempre più denso:
ultimo o ancora?
Loro che furono l’Ora
e insieme saremo
nei presepi dei cieli,
nei respiri defluenti evanescenze
d’oro incenso mirra
Vuote sedie per chi resta
se ricordi appende alle pareti
tra crepa e crepa
♪ … ♫ … ♪ …
Ti ascolto
Ti sento
Ah le tue mani che mi cercano!
Ogni accordo un colpo
forte e tenero
cuore e ritornello
Tu
che vai
e vieni
e dentro di me lo fermi
♪ … ♪… ♪ …
♪ … ♫ … ♪ …
Respiro mio ora quietati
che lui e io siamo assieme
a ricominciare
… wild world …
e ti guardo e ti sorrido
languidamente
a palpebre chiuseaperte
perquisisci pure
il mio dolce tormento
con labbra di pennello
… ♪ …. ♫ … ♪ ….
Amore
che mi ami veramente
mentre tutto ti ricevo
Scrivere l’Attesa
Descrivere
l’epistemologia che apre ai sensi
Tu foglio
spiaggia
muta voce
che sento sommessa
farsi strada nel silenzio
docile alla penna
Così mi parli
fossi il mio stesso ventre
a generare l’onde
nella spugna calda
d’umidore …
… per arrivarci a ore in un albergo
senza pensare come
Questi i momenti
in ogni istante che muore
Chiusa
nei miei petali
sulle volte dell’aria aulente
al bivio d’un intelletto audace
è molto il disperso
Baciami – ti dico – col cuore grondante
c e r c a n d o t i
fra polvere d’acqua
respirando cascate su mari di valli
abbagliata da carri stellari
enunciando teoremi glaciali all’ombra mia pari
Ma lattei pascoli non mi lasciano
che nero mistero
un fiocco di neve ogni tanto a guardarmi
che non accetto
sul filo di un confine diverso
vedendo il sole degli altri
Oggi
è giorno secco
appeso
sulla fronte dei pensieri non acchiappa
Tutti fuggiti nel deserto dei tartari
a fremere la sorte
e ad aspettare
l’accoglienza delle anime
che almeno un singolo granulo di sabbia
parli
sveli il senso dell’agguato
da quel debole forte
è una clessidra immane
invece
che si erge e capovolge
fra le gobbe di un cammello
a inventarsi oasi
Dove l’acqua, quella vera che sa scorrere dolce?
Una nuvola passa il compito al sole
è troppo sola
Dietro si lascia il primo dei preamboli
la libertà di sciogliere il sale
Non ci vuole nulla a ritagliar per gli occhi
buchi da una stoffa nera
da qualche parte lessi per
r i l e g g e r e
di velo in velo mi vestii di luna
d’indeciso rosa a barlumi azzurri
folle d’argento a spargermi
fra i colli avvolti dalla bruma
che andavano a inzupparsi nel mio mare
e aquile volavo sui picchi arrotondati delle nuvole
sorvolando paludi mascherate da prati
… per raggiungerti …
nuda nel volto Mio
nudo nel volto Tuo
Fa freddo l’inverno
Aspettarti non puoi giallo sole
qualunquismo se vuoi
a giostrar meteorologiche parole
solite aspirazioni
Come stai?
Anche all’ombra dei termosifoni
fa freddo. Lo sai.
Guarda il fumo che dalla bocca m’esce e l’aria
affresca
nato dal tremore d’abbracciarmi
No, non puoi. Siamo lontananza
Nevica voglia di neve
scalda una casa astratta
Meditano
il giglio e la rosa
ognuno in cima al proprio stelo.
Tra spine e chiese oltre la fede
odora di penombra la cenere,
ha piccoli semi accesi nel catino
ancora da spendere
E vedono linee nei sentieri
vigne sane con lo sguardo in gola,
l’indice buono che ci assaggia
l’uso del diaframma
fiato a fiato sulle corde di ieri
Vibrando vocali generose
intinte nell’adesso color rosso tramonto
a permettere salite e discese d’albe nuove
col sorriso che sa piangere ancora
… e non avrà più nome il Tempo né convenzione alcuna
quando la mia orma calzerà la Tua
da dove fu l’ultima
impronte spalmeremo nei nostri pori in sboccio
forse conservando stille
di quel sapido odore
che si fece vela fra due sponde
e tanto ci dannò
d’incompiuto Amore