Autore: Maria Pia

E da D’annunzio … l’inazzurrarsi delle ombre

Scricchiola secchezza tra le fauci della foresta –
pure se incerte aguzzano quel fomento d’umidore oscuro
che a tratti si trattiene in macchie grandi
e parchi riflessi

tu la senti
la fobia dentro il costato

/o la sentirai/


Nel punto più stretto della gabbia
saturno e i suoi anelli

nascosto alla calura qui a parlarti
l’intuito misterioso e grande che ti fa impagliato cimelio
sottratto a giorni brulicanti, dormienti, filistei …
all’estate impazzita

e sempre quel tutto
che insegue con solite
scoscese pendenze
d’odio amore … vita morte
imbandendo rimpianti e rancori
piagnistei di lacrime fruste
perle albeggianti tramonti
occaso a perdifiato d’astri irrisolti

Così mi consolai:

tra rose e profumo
sfogliai ali di farfalla, antica carta buona –

mi tuffai nell’estetica bellezza per riempirmi gli occhi

da d’Annunzio leggendo l’inazzurrarsi delle ombre

© ore 6,00

Ama il tuo cane come te stesso

Ama il tuo cane come te stesso, non abbandonarlo!

E ama tutti gli altri animali.

Se non ti senti di amarli o sei putrido di cattiveria … ignorali, non farne dei giocattoli, non torturarli perché anche loro sono stati scelti dalla vita!

Falco pellegrino

Quando mi ripiegai la sera
e tornai al mio cassetto
ebbi bisogno d’aria

Avevo amici lì, ma non bastavano –
fuori tronava e il corso era cambiato

Quanti bicchieri
poteva reggere un giglio d’acqua?

Mi fu strana domanda,
sogno, carro, via lattea –
scogliera spacciata quale astro
tra miriadi di epifanie

Perciò
lasciai che quel poco tanto
fluttuasse tra un’apertura e l’altra
per scrivere al mio Io Dio
svernando allegorie

con la penna di un falco pellegrino

© ore 9,00

Pane

A poco a poco
tutti ci si perde

b r i c i o l e


che si staccano dal pane

Ricordo quando ognuno
era una fetta

che tutti insieme si mangiava

© ore 12,52

l’IO e Dio

Dio non è che l’emanazione dell’Io umano.

Spiegazione:

Dio non è che l’emanazione dell’IO narcisistico e immortale che ognuno possiede finché la vita accoglie.
Tipico ed esclusivo dell’essere umano, libera e estrinseca un’unica immensa illusione.
Tale emanazione ha svariate forme religiose ma il medesimo fulcro: contagia dai primordi, e si tramanda ereditata anche nei cromosomi.

© ore 8,20

Fino al limite del mondo

Il corpo è frutto:
quando matura fino al limite del mondo … puoi amarne solo l’essenza, il ricordo.
che contiene anche te … se hai uno specchio a portata di sguardo.

Spiegazione:

il corpo è come un frutto. Se lo ami lo scegli e lo gusti.
Prima per la sua forma, poi per il sapore e tutto l’organolettico che contiene.
Lo possiedi e ti possiede nelle fasi che la fortuna concede.
Ma, e ripeto, quando è maturato fino al limite del mondo … puoi amarne solo l’essenza, il ricordo
che contiene anche te … se hai uno specchio a portata di sguardo.

© ore 7,54

Parabola

Sfumano
saure scaglie nell’oriente antico

Dimmi, ti dissi
con convinzione vera

sabbia ne viene da roccia grande
sgretolata l’anima e il corpo addietro
perché troppo ha amato

Quindi raccolsi i miei piedi dal deserto
dando la parola all’acqua

© ore 7,52

In divenire

Dedito è il palmo indiano
aperto sopra lo sguardo
sulla prateria della via –
il tuo sorriso avvista e avvicina
nello spazio di un fiato al mio

Hanno la sinfonia delle ciliegie
arrotondata all’uva oblunga di regina
rosso e bianco succo,
gli umori che insieme trasmigrano
in divenire unico
nel mondo che non mi hai mai visto

Nessuna doccia mi tolga il tuo odore dalle braccia
nemmeno facendo l’amore con l’acqua del mare

affinché rosa sbocci l’alba d’ogni maggio
e uguale in inverno da rugiada a brina
lucente sia quell’idea affissa,
quasi fosse insegna di locanda
che a volte piange a volte sorride

nella fronte dell’Anima mia

© ore 6,09

Latrati

Non desistono –

frollare, dimenticare

Sarebbe più semplice

sgravarsene

con un parto esemplare

anche in contumacia

( s e m b r a

lo scorrere dell’acqua

lineare

che luna e sole confortino 

passi ricalcanti impronte

murarie

s e m b r a

l’apparenza sconfiggere

muri portanti

quando tutto inerte, supino

si trasforma di fase in fase

in essenziale

e le orecchie squillano adunate

di bavagli)

ammanettando memorie

ineluttabili

non assolte da perdono

inseguite da selvaggi latrati

© ore 9,07

Volere o non Volere?

Non volli quel che volevo perché volendolo
avrei voluto per me la massima pena di un volere sostenuto
da un destino che mi voleva amplificare il suo implacabile
e iniquo senso della misura al di là di ogni volere.

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