La Sorte

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Nel folto

luccicava qualcosa
un’ iride
un’idea
l’epifania di un volto in viaggio fra la nebbia.
L’umidità valeva
come crema famosa
da stendere su quel volto percepito
forse intuito.
Una rupia, un marengo
non so quanto oggi.

File di pioppi e fossi
bianco sporco i tronchi dei giorni
e sul quadro luminoso
che ho acceso in fronte.

Sbaffa il marrone
scacchiere di campi
dove forse gioca Dio
con gli uomini

la Sorte

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