Categoria: poesia

l’ARIA CHE CI LEGA

è appena il caso di …

o forse no

che mi parlo un po’ da me.

forse ascolterai

nell’aria che ci lega

e tu dicevi stessa,

molle  firmamento

in questo tacito momento

che si fa collana ad altri.

un brindisi doniamo

alla voce che dispare

come essere mai stata.

rimbomberà alle orecchie

l’elemosina del suo suonare.

BRUGHIERA

so quanto tieni alla Brughiera

che ti aggrappi ai suoi arbusti e alle sue labbra.

hai bisogno di sentire ed ascoltare

dritta schiena  enigmatica,

disegnarla  e venerarla,

di avallarle nuova manna.

e non  vedi gli acquitrini che ti affossano le gambe

il bastone che comanda e dirige la tua strada.

PER SCALDARE QUESTE MANI

in dissolvenza  va l’impeto di  scriverci

che in lungo si vestì e stanco ci compagna.

pallottole spuntate le parole gravi,

secchi petali quelle dolci e profumate …

sa la pelle che abbisogna  d’acqua.

così prendo quei vagoni dell’andare,

il loro viaggio a chiuse porte,

i paralleli sogni che non trovano stazioni

o un avamposto di riserva …

per scaldare queste mani.

Dà il suo ruolo la Notte

S’alza, Lei scalza senza dire,
il silenzio la fascia
nel coprirsi.
Cauta tenda chiama
luci di strada,
qualche macchina vaga.
<Sa> di lenzuola
sonnolenta città

Si svolge sui colli
Presepe di verdi ombre:
piccole case,
un brillio a dipanare
il mio chiamarlo Natale.
Poi tramonta
per il sole che sorge
e nuovamente s’addorme
finché vuole l’appello a esistere

Bello l’Inverno
quando ha il freddo più freddo.
Custode è dei corpi,
degli alberi che vestono,
di quelli spogli …

… a ognuno dà il suo ruolo la Notte

POSSESSION

…  eccoci

a cavalcare il sogno,

a farlo:

di Noi stessi a farci,

pienamente Soli

sotto un’ ardesia d’Amore …

stringimi  

che il respiro stenti

e fame  avrò più  della mia sete

se mai fosse  possibile

spogliami

dolce e maschio,

sai che godo a rivelarmi

al viaggio del tuo sguardo

marchiami

a saliva e a carezze

che di tensione vibra

la voglia eretta  

… e  m’inarco,

le cosce allargo

voluttuosamente dannata,

in ogni goccia di vita

arresa

alla Tua possessione divina 

FINO ALL’ULTIMA GOCCIA

Cingimi

fa che le Tue braccia siano dolce sciarpa
e io non respiri altro che il Tuo respiro.
Cuore quel bacio … tra Noi

i passi sono note
per le mani che s’intrecciano,
conducono
dove tutto resta fuori
e della sera e i suoi lampioni
fanno liquida notte

Toccami

passami con la lingua e con il ventre
ovunque ci sia percorso d’umori,
su cime di neve impressioni di colori,
fra cosce senzienti a dischiusa alcova …

… affinché io possa assorbirti fino all’ultima goccia

Il suo volto

Chissà
se l’inaspettato
ripeterà il suo volto …
… e la pioggia bagnerà
i nostri sguardi complici
intimamente intensi,
elettrizzanti d’emozioni
in quell’angolo incastonato
fra la gente

Avevo dimenticato
quanto sublime fosse
l’insieme degli istanti: veri, caldi.
Come eterni,
timorosi di lasciarsi

E al bacio sulla guancia andò
il reiterare,
al tocco delle mani
l’indugiare,
al dovere lo staccarsi …

… mentre una scia di pensieri
inutilmente si rincorreva
così che i corpi
non si staccassero dall’Anima